Torna – da lunedì 12 ottobre su Raiuno, per quattro serate – uno dei personaggi più insoliti e innovativi della serialità italian, ovvero Teresa Battaglia, nella terza stagione della serie tratta dai romanzi di Ilaria Tuti e diretta da Kiko Rosati, dal titolo “Figlia della cenere”.
A interpretare il ruolo della “profiler”, un’investigatrice che analizza il profilo psicologico di assassini seriali, sarà ancora una volta Elena Sofia Ricci, affiancata da Giuseppe Spata, nei panni di Massimo Marini e Gianluca Gobbi in quelli di Giacomo Parisi. E, oltre al ritorno di personaggi già conosciuti, come Albert Lona (interpretato da Fausto Maria Sciarappa), Alice (Marial Bajma-Riva) e Elena Privitera (Giulia Petrungaro), nella serie arrivano nuovi personaggi, come il nuovo capo della scientiifca, Serena Giorgi (Sara Drago), il giornalista Mauro Degano (Massimo Poggio), e l’ex marito di Teresa, Sebastiano Corsi (Maurizio Donadoni).

Come evolverà il personaggio di Teresa Battaglia, dal carattere spigoloso, ma diretto, sincero, vero? Lo racconta, nel corso della conferenza stampa di presentazione, la stessa interprete: “non può che peggiorare – afferma ironicamente Elena Sofia Ricci – ma questo è il suo bello: Teresa è diretta, libera, non ha più niente da perdere. Trovo che questa libertà sia uno dei tratti più interessanti del personaggio”. “Sono appassionata di psicologia – spiega l’attrice – perciò ho trovato affascinante Teresa, perchè, oltre a combattere il mostro fuori, combatte anche con il mostro dentro di sè. Non vedremo tanto avanzare il male di cui soffre, l’alzheimer, ma la consapevolezza che avanzerà la vedrà molto in questa serie. Teresa ha avuto un passato pesante, ferite importanti, questo la fa essere particolarmente sensibile, attenta, nei confronti degli altri, soprattutto con l’ispettore Marini, che potrebbe essere il figlio che non ha avuto. Ha uno sguardo un pochino più tenero con le donne, un pochino più clemente, perchè da donna ha sofferto talmente la violenza che è più dolce con loro. Delle volte fa simpatia, perchè il suo essere ruvida, lo strapazzare è proporzionale al bene che vuole”. E proposito dei personaggi femminili, sarà un riconoscersi con il personaggio interpretato da Sara Drago, Serena, “altra donna ruvida, con cui si stabilisce una super complicità”.
Restano ferme le caratteristiche del personaggio, ma allo stesso tempo c’è una crescita anche per Marini, interpretato da Giuseppe Spata: “per il mio personaggio è un po’ una seduta psicanalitica, ha la mania del controllo, non si lascia andare, Teresa lo accoglie con tenerezza ed è una fortuna. Alla fine della seconda stagione aveva trovato un equilibrio, non senza fatica. Quest’anno, la situazione rimane confusa, finge di sapere cosa sta facendo, ma rimane annebbiato e questa maschera crepa quando poi si confronta con Teresa. Escono fuori le sue fragilità”.
“Lui e Parisi (l’altro ispettore, interpretato da Gianluca Gobbi) la vogliono proteggere, il che la irrita – aggiunge Ricci -: non vuole, si sente ancora forte, autonoma. Le dinamiche sono bellissime, l’amore in questa serie è declinato in tutti i modi”. Con Teresa, ribadisce l’attrice, “ho imparato ad essere un pochino più assertiva”

Sulla crescita dei personaggi si sofferma anche il regista Kiko Rosati: “siamo andati avanti, i personaggi stanno andando avanti nel loro percorso di vita. Il nuovo format di quest’anno, ovvero l’aggiunta di una serata in più, ha permesso di approfondire i personaggi anche nel loro privato. Un grande cambiamento è la stagionalità, una “stagione summer”: una grande sfida, perchè la neve, la montagna erano un po’ protagonisti, ma abbiamo tanti altri protagonisti bravissimi”.
“Il brand di questa serie per noi è il fiore all’occhiello della nostra proposta, dal respiro internazionale, che non ha niente da invidiare a quello delle piattaforme, grazie alla produzione e agli autori – dichiara Leonardo Ferrara, produttore RaiFiction – Alziamo sempre l’asticella dell’attualità, è una serie che fa molta paura, è rivolta a un pubblico generalista ed è un titolo che attrae tutta la famiglia, con tantissimi elementi di racconto”.
“Ogni anno alziamo l’asticella – gli fa eco Verdiana Bixio, produttrice di Publispei – Il personaggio è fuori dagli schemi dei crime italiani. E una produzione coraggiosa, abbiamo tenuto la barra dritta rispetto alle caratteristiche dei romanzi. Abbiamo venduto a 12 Paesi questa serie, che ha vinto parecchi premi, l’ultimo quello ad Elena Sofia Ricci all’Italia Global Series”. Ma Bixio ricorda anche la candidatura di Stefano Mainetti per la migliore colonna sonora europea, per la musica di “Ninfa Dormiente” (la precedente stagione) ai Camille Awards (European Film Music Awards) a Vienna.
La parola torna poi ad Elena Sofia Ricci che, rispondendo alla domanda sulla questione dello slittamento dell’inizio della prima serata e sull’esigenza di anticipare l’orario, su cui l’attrice si era soffermata proprio durante l’Italian Global Series, ribadisce con forza questa richiesta: “Forse abbiamo guadagnato 10 minuti, un successone, eh! Qualche cosa in più si potrebbe fare, non è per niente giusta questa cosa, sarebbe la nostra prima serata, non è corretto per tutti noi che abbiamo lavorato. Mandarci in onda così tardi è una mancanza di rispetto enorme nei confronti del pubblico, perchè la gente lavora, i ragazzi vanno a scuola: un conto è vedere su Raiplay ognuno per i fatti suoi, un conto è vedere una famiglia riunita a vedere una serie. Siamo in seconda serata, parliamoci chiaro, e questa cosa per me è irritante e ingiusta: non è giusto per il pubblico e non giusto nei confronti di chi ha lavorato, con entusiasmo, fatica, e soprattuto ci mettiamo l‘anima, il cuore, e ci vediamo sbattuti in una sostanziale seconda serata”.
Ferrara tiene a precisare che “non è la Rai che decide il prime time, è un sistema innervato in tutta la tv generalista. Il pubblico della lineare ha degli orari, ogni tanto sforiamo, ci stiamo lavorando, ci sono una serie di implicazioni nell’offerta televisiva, è un sistema purtroppo, la Rai ci sta lavorando. Sulla piattaforma, che è gratuita, la mappatura è capillare, i risultati sono tangibili matematicamente, c’è il total audience, vale anche la piattaforma”. “Il messaggio che hai lanciato – dichiara, rispondendo a Ricci – è stato recepito, ci stiamo lavorando, ma è un sistema talmente complicato, dobbiamo per forza iniziare il prime time con le altre”. E aggiunge poi: “Avere la serie su Raiplay e calcolare la total audience è rispetto dei lavoratori. Ci teniamo ai lavoratori, ai nostri gruppi, perchè è la cosa a cui più teniamo, è nella tradizione della Rai”. Elena Sofia Ricci conclude, su questo tema, rivolgendosi a Ferraro: “Scusami se mi sono accesa troppo su questo punto, mi scuso con la Rai. È giusto quello che dici, però noi, anche da spettatori, siamo penalizzati”.

L’argomento si sposta poi ancora sulla carriera di Elena Sofia Ricci, con la domanda sulla versatilità del suo lavoro, tra tv, cinema e teatro, e su cosa preferisca: “Amo fare le cose belle – risponde – quando c’è un bel personaggio non ho mai fatto distinzioni, mi sono sempre arrogata il diritto di essere libera. L’ho pagata con il cinema e con il teatro, perchè ho fatto tanta tv. Poi il teatro ti guarda un po’ storta, anzi sono sorpresissima che per due spettacoli di seguito sono stata candidata alle Maschere del teatro, è un passo in avanti. Il mio grande amore è il mio mestiere e cambiare e alzarmi da sola l’asticella”, conclude, accennando al fatto che parteciperà ad un’altra serie, attualmente in fase di scrittura, mentre al cinema sarà nel prossimo film di Giorgia Farina e poi in tournée teatrale con “Le false confidenze”.
Molto interessante – dato, tra l’altro, che culturalife.it si è sempre occupato di cinema, tv e territorio – l’argomento relativo alle location: “Abbiamo deciso di mantenere la serie nella natura, perchè volevamo comunque un collegamento con quello che è stato fatto prima – spiega il regista – Nella stagione precedente avevamo Udine nel racconto, ma non abbiamo potuto sfruttarla come volevamo. Per cui quest’anno abbiamo sfruttato la città che ospita i nostri protagonisti, molto bella, misteriosa, un bel teatro per una storia”
“In tutta la collana il paesaggio è uno stato d’animo – aggiunge Ferrero – nella prima la neve, nella seconda il bosco, in questa l’acqua: il paesaggio è elemento narrativo fondante della serie”. Bixio accenna, quindi, a ciò che, attraverso la serialità, si è potuto creare in questi anni in termini di conoscenza dei luoghi: “Con questa serie abbiamo raccontato Udine, ma anche tantissimi paesi. Abbiamo scoperto un territorio incredibile, abbiamo visto tanto di un territorio prezioso. Anch’io, da italiana, spesso ho trovato dei pezzi d’Italia, nelle serie tv, perchè la Rai è stata la prima a non voler localizzare fuori dall’Italia e questo è stato davvero un valore incredibile, anche in termini di indotto”.
