Torna, dal 18 al 27 settembre, il Globo Teatro Festival: la rassegna – che si inserisce nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa”, promosso dal Comune di Reggio Calabria e co-finanziato dal Ministero della Cultura -, ideata e organizzata da Officine Jonike Arti e diretta da Maria Milasi, proporrà, in avvio della VII edizione, tre appuntamenti all’insegna di importanti autori, come Corrado Alvaro, Beniamino Joppolo e Giovanni Verga.
Il cartellone si apre venerdì 18 settembre, alle ore 21, all’arena del Lungomare di Pellaro (che ospiterà tutti gli appuntamenti), con la “Lunga Notte di Medea” di Corrado Alvaro, prodotta da Officine Jonike Arti e diretta da Americo Melchionda. In scena Maria Milasi nel ruolo di Medea, lo stesso Melchionda (Giasone), Kristina Mravcova (Nosside), le donne ammantellate Chiaraluce Fiorito e Maria Marino, con la partecipazione in video di Hal Yamanouchi nei panni di Creonte. Le scene sono curate da Melis-Lazzaro, i costumi sono di Malaterra, musiche originali di Aldo Gurnari e aiuto regia di Francesco Spinelli.
Il programma prosegue sabato 19 settembre alle ore 21, con l’attesa prima regionale de “I Carabinieri. Una Farsa sulla Guerra”, di Beniamino Joppolo, allestimento diretto da Roberto Zorn Bonaventura e coprodotto da Castello di Sancio insieme al Teatro di Messina, aiuto regia Martina Morabito. La pungente pièce affida a un compatto cast – formato da Monia Alfieri (Lucia), Marina Cacciola (Anna), Gianluca Cesare (primo carabiniere), Gerri Cucinotta (secondo carabiniere) , Vincenzo Palmeri (Leonardo), Antonio Previti (Don Sarò) e Damiano Venuto (Michelangelo) – una riflessione grottesca, satirica e attualissima sulle contraddizioni e le illusioni della follia bellica.
Domenica 20 settembre il festival propone un doppio appuntamento. Alle ore 19, il sipario si alza sul teatro per le nuove generazioni, con l’anteprima nazionale de “La Faticosa Notte di Teig O’Kane”, spettacolo della compagnia Porta Cenere con drammaturgia di Mario Massaro, diretto e interpretato da Elisa Ianni Palarchio, liberamente ispirato al folklore irlandese e a un racconto di William Butler Yeats tra magia, fiaba e riti di passaggio.
A seguire, la scena accoglie la prima regionale di “Un Cuore semplice di Nome Nedda”, trasposizione dall’universo narrativo di Giovanni Verga curata, diretta e interpretata da Chiaraluce Fiorito, che dà corpo e voce a una delle figure più commoventi e indifese della letteratura italiana.
Un viaggio tra classicità e sperimentazione che conferma l’impegno del Globo Teatro Festival nel radicare la grande cultura nel territorio, portando la forza del teatro vivo e della ricerca artistica nel cuore della periferia reggina.
