L’ESTRANEA
Paolo Strippoli è certamente uno dei giovani registi italiani più talentuosi e preparati. Lo ha già dimostrato con la sua prima co-regia in “A Classic horror story” per poi proseguire da solo con “Piove” e trionfare l’anno scorso a Venezia (ma anche in sala) con “La valle dei sorrisi”, tutti film horror. A Venezia 83 Strippoli alza il tiro, partecipando in concorso per la prima volta con una nuova opera, “L’estranea”, certamente il suo film più ambizioso, per due motivi: 1) non è un horror ma un thriller psicologico, quindi “mirato” per un più vasto pubblico ; 2) è una grossa produzione con un gran cast. Ma veniamo alla storia. Durante un fortissimo temporale, una donna di mezza età, Anna (Jasmine Trinca), si presenta a sorpresa a Roma dalla figlia Alice (Romana Maggiora Vergano) per farle un’importante rivelazione. “Tutto quello che sai della nostra famiglia è una bugia”, le dice. E le rivela che quando – molti anni prima – Alice da bambina aveva avuto un grave incidente, per salvarle la vita lei aveva stretto un patto faustiano con un’estranea (Valeria Bruni Tedeschi). Adesso le veniva presentato il conto e il patto andava rispettato.
Non diremo di più per non spoilerare lo svolgimento della vicenda pieno di colpi di scena, con salti temporali continui tra presente e passato di varie annate, in una storia familiare che coinvolge anche il padre di Alice, Walter (Adriano Giannini) e il fratello Tobia. Strippoli si conferma un autore davvero interessante, sia in fase di scrittura (in questo caso a quattro mani con Salvatore De Chirico) che come regista, con inquadrature mai banali e sempre originali, mentre il montaggio serrato non fa distogliere l’attenzione per un secondo. E poi le interpretazioni. Jasmine Trinca si conferma una delle migliori attrici della sua generazione, la Vergano è meritatamente in crescita nello spazio del giovane cinema italiano, mentre Giannini è sempre più maturo ed efficace e la Bruni Tedeschi è semplicemente perfetta nel suo ruolo luciferino. La bellissima fotografia e alcune inquadrature deformate completano l’opera, sempre più avvincente e inquietante, tanto da penetrare sottopelle, fino all’epilogo finale. L’inquietudine però viene soprattutto dalle domande che il film pone: un genitore è disposto a tutto per il bene dei propri figli, ma quanto questo bene è oggettivo e quanto invece è un tentativo di controllo su di loro? Ognuno troverà la propria risposta guardando “L’estranea”, in uscita in tutta Italia l’otto ottobre distribuito da 01.
Francesco Arcudi
