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Winspeare e il Celio Azzurro

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Un’esperienza che mostra come “non sia poi così difficile avere un progetto condiviso”: è questo uno dei commenti pronunciati da Edoardo Winspeare, nel corso del dibattito che è seguito alla proiezione del suo ultimo docu-film, “Sotto il Celio azzurro”, proposto all’Istituto “Piria” nell’ambito della rassegna “Tutti a scuola”, promossa dal circolo del cinema “Zavattini”, insieme alla Flc-Cigil.

Il regista del film si è soffermato a discutere con il pubblico, che ha apprezzato il film, incentrato sulla attività del Celio Azzurro, un asilo romano in cui si attua un tipo di insegnamento innovativo e soprattutto un incontro tra culture. Un’esperienza multiculturale che si dimostra con semplicità in tutta la sua valenza, coinvolgendo lo spettatore, che resta affascinato, con la stessa emozione che si legge negli occhi dei bambini, ma anche degli adulti che vengono coinvolti in un progetto.

Un momento dell'incontro

Il regista salentino, autore tra l’altro di film come “Sangue vivo” e “Galantuomini”, ritorna a Reggio – dove già era stato ospite nell’ambito del Festival internazionale dei circoli del cinema – e insieme al pubblico parla di questa esperienza, straordinaria anche dal punto di vista cinematografico. Un anno di riprese, accanto ai maestri, ai responsabili di questa attività, seguendoli nel loro lavoro, nel loro entusiasmo e nella loro progettualità.

Un “raccontare la normalità che ormai forse non si racconta più”, è stato sottolineato nel corso dell’incontro. Il racconto di “un’utopia – è stato evidenziato dagli organizzatori, in conclusione – ma un’utopia possibile”.

 

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