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Una serata tra poesia ed arte

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Una serata tra poesia ed arte ha concluso la “stagione invernale” dell’associazione Le Muse, guidata da Giuseppe Livoti (nella foto, accanto ad alcune opere esposte nella sede del sodalizio). Una stagione ricca di ospiti, iniziative, mostre e soddisfazioni, e che lascia posto – a partire dalla seconda settimana di giugno – a quella estiva, ovvero ai “Notturni al cortile delle Muse”, che riproporranno la fortunata formula degli anni scorsi, con proposte culturali da vivere in un suggestivo spazio. Una serata tra poesia e arte, si diceva, che ha visto, da un lato, l’inaugurazione della mostra di Pierina Laganà, in arte Piergemma, e dall’altro la presentazione del volume di liriche del duca Giuseppe Avarna, “Il silenzio delle pietre”.
L’esposizione di Piergemma, dal titolo “I frutti del deserto”, si snoda attraverso un percorso in cui – ha sottolineato lo stesso critico d’arte Livoti – “la comunicazione è integrata dalla poesia e mediata dalla pittura”. Un percorso visivo, “una fantasmagoria del colore”, intersecata a volte dalla scrittura, in una manifestazione espressiva originale.
La pittura si unisce alla poesia, dunque, ma anche all’interno della manifestazione: infatti, come accennato, durante l’iniziativa è stato presentato il volume di liriche di Avarna, salvate dall’incendio della sua abitazione dal duca, che perì nello stesso incendio. Ad illustrare questo libro, la vedova, la duchessa Tava Daezt, che ha anche raccontato la nascita della storia d’amore tra i due, durata 26 anni e che ebbe inizio quando lei era una giovane assistente di volo. E’ stata poi tratteggiata la figura del marito, sottolineandone anche l’aspetto dell’intellettuale, lasciando infine spazio alla lettura di alcune poesie, sospese tra amore e natura.
Una serata, dunque, che ha chiuso una stagione ricca di impegni per l’associazione e per lo stesso Livoti, tra l’altro recentemente anche autore, insieme a Giuseppe Neri, del catalogo della mostra ospitata presso l’accademia di Belle Arti di Vibo, dei 10 artisti siciliani del Collettivo Bai Comisano Ippari.

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