Sottoscrivi RSS: Articoli | Commenti

Incontro tra parola, teatro e musica

0 comments

La scrittura realistica e al tempo stesso visionaria, metafora, appunto, di una realtà a noi vicina; l’esperienza interpretativa e registica; la forza e la suggestione della musica jazz, che si unisce alla perfezione alle parole e ai ritmi dell’interpretazione attoriale. Una sintesi che dà vita ad “Esercizi materiali”, il nuovo spettacolo di Spazioteatro, che ha debuttato qualche sera fa al cineteatro Odeon di Reggio Calabria.
Ed è così che alcuni dei racconti di Domenico Loddo, inseriti nel volume – edito da Città del Sole – che dà il titolo allo stesso spettacolo, costituiscono il viaggio, il percorso teatrale che dà vita al progetto che Gaetano Tramontana (nella foto) ha proposto, insieme all’autore delle musiche, Giampiero Locatelli, impegnato al piano e alle tastiere e accompagnato da Carmelo Coglitore al sax e da Claudio Bagnato alla batteria, vibrafono e chitarra.
Un percorso che si dipana tra ironia, immaginazione, toni duri che colpiscono e mondi piccoli ma veri. Una scrittura densa e intensa, quella di Loddo, che Tramontana porta in scena, evidenziando ritmo, poesia e forza delle parole e costruendo uno spettacolo in cui tutti gli elementi trovano, come si diceva, giusta sintesi.

Giampiero Locatelli

La musica è totalmente inserita in questo sguardo, in questa interpretazione di parole già molto “visive”: non le accompagna, ma ne è parte, le sostiene con la batteria, le culla con la melodia del pianoforte e del sax, le sottolinea con i crescendi che ne interpretano l’ansia e la forza. E l’interpretazione si unisce alla musica, due ritmi che si incontrano, convergono, mentre si parla di un amore, di un rapporto speciale con Dio, della vita in un paese e del futuro del mondo.  Mentre le luci evidenziano questa sintesi, lasciando a tratti in penombra i protagonisti in scena, come elementi di un’immagine quasi cinematografica, con le loro sagome che si stagiiano su uno sfondo rosso.
Un’unione di arti, di esperienze, con un denominatore comune: quello dell’essere nate a Reggio, della creatività che nasce nella città dello Stretto e che sa raccontare storie ed emozioni che ne superano i confini.

Rispondi

*