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Spadaro: canoni e scelte letterarie

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Una tre giorni dedicata alla letteratura. Ai punti di riferimento che ognuno di noi ha, letterari ma anche e soprattutto di vita. Perché le due cose non possono non coincidere.

Questo il tema fondamentale del settimo convegno nazionale sulla letteratura, promosso dall’associazione Pietre di Scarto, in corso fino a sabato 17. Tre giorni in cui i relatori cercheranno di rispondere ad una domanda, riprendendo il testo dantesco: “Chi fuor li maggior tui?”.

E, nella prima giornata, introdotti dalla presidente dell’associazione, Tita Ferro, e moderati da Cecilia Pandolfi, i primi relatori hanno proposto alcune figure di autori letterari che per loro costituiscono un punto di riferimento, spaziando da Leopardi e Manzoni, a Borges e Bonhoeffer.

Partendo, comunque, da un’idea fondamentale, quella su cui si fonda il convegno stesso, spiegata, in una intervista, da padre Antonio Spadaro, presidente della Federazione Bombacarta, cui aderisce Pietre di Scarto.

“Il convegno ha un titolo che richiama l’importanza di avere dei maggiori: nella vita per maggiori si intendono gli antenati, ma in questo caso il richiamo è alla figura di autori significativi per la vita dei lettori, per la vita delle persone che sono anche lettori. E chiaramente qui si pone anche la questione di che cosa è il canone e di mettere, se vogliamo, anche in crisi il concetto di canone.

Cioè: è sufficiente accontentarsi di ciò che la tradizione, le istituzioni legate alla tradizione ci hanno trasmesso, oppure no? Bisogna accontentarsi di un canone, o il lettore è chiamato ad avere una propria mappa di lettura, e quindi un percorso individuale? E come coniugare le due cose? I relatori proveranno a suggerire alcune figure per loro importanti. Cercando di spiegare anche il perché”.

Ogni relatore sceglierà un proprio punto di riferimento. Ma ci possono essere dei punti di riferimento universali?

“No, direi di no; più che universali direi condivisi. Certamente questi ci sono, però direi che ci sono delle comunità che creano delle loro liste di autori significativi. Per esempio, le persone che interverranno qui sono tutte legate ad una federazione di associazioni che si chiama Bombacarta, nome scelto per indicare la capacità esplosiva della carta, della narrazione, della poesia. E’ una comunità di persone, che quindi condividono passioni, interessi. Allora, gli autori che oggi saranno citati indubbiamente rientrano all’interno di questa sorta di koinè, di autori condivisi, pensati, scambiati, spesso vissuti all’interno di una dialettica, mai considerati autori dati per assodati, però certamente in qualche modo condivisi. E questo è molto bello, cioè avere comunità che condividono autori”.

Nei giovani, secondo lei, quali sono oggi i punti di riferimento letterari?

“Non saprei dire, è difficile dire se ci sono dei riferimenti comuni e condivisi. Ci sono state delle stagioni che hanno avuto una koinè di autori, oggi gli autori più classici, un Keruoac, e così via, sono tutto sommato ormai canonizzati dalle stesse istituzioni. Sarebbe interessante individuare se ci sono dei filoni comuni, collettivi. Certamente un filone interessante è comunque la buona tenuta della capacità dei giovani di scrivere, cioè la volontà di esprimersi”.

Dunque, ha notato un grande interesse da parte dei ragazzi, soprattutto nei confronti della scrittura?

“Certamente la scrittura è un modo, uno dei modi più immediati per comunicare, per esprimersi. E questa società paradossalmente più visuale diventa anche sempre più testuale:  pensiamo all’uso degli sms, all’obbligo di stare all’interno di un certo numero di battute, quando si scrive, quindi una regola formale, o all’uso delle e-mail, o di facebook, quindi dove la comunicazione è essenzialmente testuale. Certamente, c’è un riemergere dell’importanza della comunicazione scritta”.

A margine dell’intervista abbiamo, inoltre, chiesto a padre Spadaro un suo commento sul dibattito che fa da filo conduttore del nostro blog, ovvero sul rapporto tra comunicazione e cultura. Una domanda che abbiamo rivolto e che rivolgeremo anche agli altri relatori del convegno e le cui risposte verranno pubblicate nei prossimi giorni su queste pagine.

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