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“Sopravvissuti”: presentata la nuova serie con Lino Guanciale

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lino-guanciale-sopravvissutiUna nuova sfida produttiva, ancora una serie innovativa che si propone di mantenere uno standard elevato nella serialità della tv generalista che, però – c’è da sottolineare -, ormai da tempo ha alzato l’asticella della qualità: in questo quadro si inserisce “Sopravvissuti”, la serie di Raiuno che andrà in onda, per 6 serate, a partire da lunedì 3 ottobre. Una coproduzione internazionale, con Francia e Germania; un impegno realizzativo senza pari, con la ricostruzione in studio della barca su cui i protagonisti viaggeranno, affrontando una tempesta che li porterà a stare lontano dalle loro case per un anno, prima di essere ritrovati e ricongiungersi alle loro famiglie, ma ormai cambiati e in un clima in cui aleggia un segreto; un cast numeroso e di alto livello, che comprende tanti attori italiani, ma anche star tedesche e francesi, come Stéfi Celma, la Sophia di “Chiami il mio agente”. Interpreti non italiani che però hanno tutti imparato l’italiano, recitando nella nostra lingua.
Un kolossal, è stato definito, “una grande sfida narrativa”, come evidenziato – nel corso della conferenza stampa di presentazione – dalla direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati: “un mix di generi, thriller, mystery, salti temporali, una linea narrativa che, secondo me, intrigherà molto i telespettatori. La cosa bella di questa storia è che è mille storie”. Ha poi rimarcato l’importanza di questa co-produzione: “E’ il secondo titolo, dopo “Leonardo”, che vede l’Italia capofila, con la capacità di attirare l’attenzione con storie interessanti”, con un progetto italiano, nato da un concept ideato da giovani autori usciti dalla scuola di scrittura di Perugia, coordinati da Viola Rispoli.  “Una serie che ha un respiro internazionale”, ha sottolineato anche il produttore Marco Poccioni (Rodeo Drive), che ha affermato anche che “Sopravvissuti” “è stata forse la produzione più difficile, complicata, ma anche più emozionante e bella che abbiamo fatto”.
Per il regista Carmine Elia, la sfida è stata “raccontare gli strappi di questi personaggi, che hanno percorso questa tempesta e cambiano”. Oltre, naturalmente, al lavoro complesso tecnicamente: “è stato possibile fare questa pazzia grazie alle competenze in campo”.
Quindi, la parola al protagonista, Lino Guanciale: “E’ stata un’avventura molto appassionante. L’auspicio è di restituire allo spettatore il senso di meraviglia che sarebbe bello ci fosse sempre davanti ad un racconto come questo”. L’elemento della ricostruzione in interni della barca, le sfide tecniche, la scrittura, anche il piano di lavoro in ordine cronologico, cioè le scene girate in sequenza, per la parte della tempesta ricostruita in studio, “che per gli attori fa molto la differenza”:  con tutto questo, “ti dici: allora lo devo fare proprio bene, sei chiamato a dare più del massimo. Hai tutti gli strumenti per fare un lavoro bello, ricco, per cui posso dire: è stata un’avventura realmente esaltante”.
Spazio poi, agli altri componenti del nutrito cast, che si sono soffermati sulle caratteristiche dei loro personaggi: da Barbora Bobulova a Pia Lanciotti, da Giacomo Giorgio a Vincenzo Ferrera, Fausto Maria Sciarappa, Raffaella Rea, Camilla Semino Favro, Elena Radonicich,  Desiree Popper, Luca Castellano, Margherita Aresti e Azzurra Merenda. Un cast che vede, tra gli altri, anche la presenza, oltre che della citata Stèfi Celma, di Alessio Vassallo, Maddalena Crippa, Nello Mascia, Carmine Recano, Nicolas Maupas.
Insomma, nomi di grande livello, tanti artisti teatrali e giovani molto amati dalle nuove generazioni: il tutto per una “serie universale”, come l’ha definita Maria Pia Ammirati, che è soprattutto, ha concluso LIno Guanciale, “un racconto su cosa significhi la speranza”.

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