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SNaP presenta il libro “Il pianoro delle quaglie”

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L’associazione culturale SNaP presenterà, il 2 dicembre, alle ore 17, presso il Palazzo della Provincia, il libro “Il pianoro delle quaglie” (Iride edizioni, 2010), primo romanzo di Orazio Barrese. “La manifestazione ripercorrerà le tappe fondamentali dell’attività professionale di Barrese e le sue numerose inchieste sulla mafia – che hanno costellato una carriera pluriennale nel giornalismo per il romano “Paese Sera” e il palermitano “L’Ora”- e si avvarrà del contributo dello stesso autore”.

In questo romanzo, si legge nella nota di presentazione, “Barrese ci consegna le sue memorie, o per meglio dire, le memorie della sua terra, la Calabria ripercorse con spirito critico e con giudizio di chi si è cimentato per decenni con l’impietosa cronaca dei fatti di malavita lasciandosi catturare dalla valenza politica e dalla dimensione sociale degli eventi. E lo fa, secondo la puntuale ricognizione di Giovanni Russo, con una prosa raffinata in cui i protagonisti riescono a sopravvivere nella memoria del lettore, tratteggiando ambienti, situazioni e personaggi alla maniera di Corrado Alvaro.

Una vicenda di amore e amicizia, di diuturno e sofferto lavoro ma anche di rivalse sociali nella Calabria del secondo dopoguerra”. Ma “Il pianoro delle quaglie”, “scevro da incursioni nella nostalgia, è soprattutto un romanzo storico, immagine fedele dell’evoluzione dei costumi e della politica del Mezzogiorno (quella ispirata ai valori del socialismo cui ha sempre fatto riferimento il bracciantato meridionale), che Barrese tratta senza compiacimenti ma con attenzione e lungimiranza.

Dimostrando, così, particolare interesse per le figure femminili (anche se non eroine, comunque artefici di quella volontà di affrancamento da una condizione subalterna così radicata nel popolo meridionale) e per l’anelito all’emancipazione che diede alla dimensione storica, sociale, familiare di quegli anni i connotati del riscatto.

Il pianoro, quella piazza dove le quaglie volteggiano per poi posarsi ignare del fatto che presto diventeranno pasto quotidiano della comunità, che dà il titolo al libro diventa quindi topos metaforico di povertà e riscatto che rispecchia non solo le vicende dei personaggi, ma ancor più il meridione intero, i limiti di quel Sud su cui Barrese si interroga attraverso un sincero realismo che non manca – come fa notare Pedullà – di elementi romanzati e talvolta misteriosi.

E a coronamento della interpretazione sapiente ed esaustiva di queste pagine lo stesso autore dichiara che sono pagine dedicate a se stesso, al suo paese, a quei braccianti di ogni tempo che si rialzano, come fanno le quaglie, per volare in alto verso il futuro”.

 

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