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Se la critica ha ancora un valore

2 comments

cilea esternoNelle scorse settimane, mi è capitato di ricevere telefonate di amici e conoscenti, alcuni dei quali magari non sentivo da un po’ di tempo, che mi rivolgevano la stessa domanda: com’è quello spettacolo teatrale?

Non ne avevo scritto, nemmeno su questo blog, e dunque queste persone mi chiedevano un parere. E tutto ciò mi ha fatto riflettere: al di là della persona a cui è stata rivolta la domanda (quindi, bando a qualsiasi autoreferenzialità!), vedere che ancora esiste la necessità di leggere una critica, di sentire una analisi, una lettura ragionata dello spettacolo, in parole povere che non si limiti – come diceva il mio grande maestro Ugo Ronfani – a dire “è bello o è brutto” senza spiegare il perché, è davvero qualcosa di molto positivo. Dunque, questo “piccolo sondaggio personale” mi ha entusiasmato, nel senso di farmi capire – o meglio, ha confermato ciò che pensavo – che ancora la critica teatrale ha un senso, pur in una società caratterizzata dalla velocità e dalla mancanza di tempo per fermarsi a riflettere, pur in un mondo dell’informazione spesso altrettanto veloce. Si ha necessità di sapere non semplicemente “com’è uno spettacolo”, ma viene chiesto anche se il regista ha dato una lettura particolare dell’opera, se i personaggi avevano una caratterizzazione particolare.

Il che non significa che la critica teatrale debba essere qualcosa destinata a pochi. Una lettura ragionata di uno spettacolo è diretta a tutti, a chi ha conoscenza delle opere e a chi va a teatro per la prima volta, a chi non ha visto lo spettacolo e ha voglia di saperne di più, a chi lo ha visto e attraverso un’analisi specifica può cogliere vari aspetti dell’opera. E serve anche allo stesso critico, che nell’osservare uno spettacolo insieme agli altri spettatori, ne coglie le emozioni e guarda una rappresentazione che, anche per questo, resterà unica.

Fortunatamente, dunque, la critica teatrale ha ancora un senso…

Ma su questo tema, sarebbe interessante aprire un dibattito. Sulla critica cinematografica lo faremo già nei prossimi giorni….

  1. Gaetano scrive:

    Cara Paola,
    che dire?
    Chi opera nel settore sa quanto sia vitale quella che tu chiami “lettura ragionata di uno spettacolo”, proprio per far sì che il teatro (ma anche altre forme d’arte) sfugga alla distrazione e alla velocità che caratterizzano oggi la comunicazione, che non si assimili con il vuoto effimero di ogni pseudoevento, di ogni kermesse modaiola e patinata; proprio lui, il teatro, che nasce effimero, ma di un effimero pieno di senso, di contenuti e, nel migliore dei casi, di impegno civile.
    Ma perché ciò avvenga nella “profonda provincia” di cui facciamo parte, bisogna che le occasioni si susseguano, si moltiplichino, affinché sia lo spettatore sia voi critici abbiate possibilità di confronto e di riscontro.
    E qui tutti noi possiamo insistere e resistere, ma può non bastare.
    Buon lavoro, allora, perché la nostra “profonda provincia” resti tale solo geograficamente e non nell’anima.

  2. A me basta entrare nel locale di un teatro, piccolo o grande che sia non importa, vuoto o stracolmo non mi interessa, per emozionarmi, per sentirmi trasportata in un’altra dimensione: quella della vita, di cui spesso ci dimentichiamo. Ecco, la critica deve riuscire a trasmette questa emozione, perchè credo, anzi sono fermamente convinta, che il teatro abbia ancora molte cose da dire, pur con la sperimentazione, pur con l’anticonformismo oppure confrontandosi con i classici che durano nel tempo, ma ancora parlano…. E allora, come venirci incontro ? appassionati, scrittori, sceneggiatori, attori, critici e giornalisti: abbiamo bisogno di voi per scrivere, e soprattutto per trovare una scrittura che faccia sognare e spinga anche il semplice cittadino ad affacciarsi fiducioso nel mondo del teatro. Cari attori e cari voi tutti che avete le mani in pasta, a voi chiedo uno sforzo in più, nonostante le mille difficoltà di cui sono consapevole, nonostante la poca importanza che le istituzioni danno alla cultura se non per motivi demagogici, a voi chiedo di darci sempre materiale incandescente, musica per le orecchie, passione per il cuore, calore per il sangue, e suggeririci un motivo in più, uno in più, e mai inutile, per fare critica senza spegnere mai l’attenzione su questo profondo Sud, che più ci delude e più ci innamora!!

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