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Roccella Jazz, una magia che si rinnova

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Come sempre, Roccella Jazz non si smentisce e regala a Reggio un’altra apertura in grande stile: la trentunesima edizione di Rumori Mediterranei, diretta da Paolo Damiani, inizia all’insegna dell’incontro di stili, dall’opera alle influenze mediterranee e, naturalmente, al jazz.

Una piazza Castello come sempre gremita accoglie con il consueto calore e la consueta competenza un appuntamento con la musica di qualità che impreziosisce un’estate reggina altrimenti povera di eventi o di momenti culturali memorabili: un appuntamento che sin dalle prime battute offre nomi di grande rilievo, come quelli di Danilo Rea e Flavio Boltro. Il pianista ed il trombettista propongono al pubblico  reggino (ma non solo: come sempre sono tante le persone che arrivano nella nostra provincia in occasione del festival, compresi grandi critici delle maggiori testate italiane ed internazionali) la loro particolare rilettura di brani lirici, che è al centro del loro cd “Opera”. Proprio al melodramma, quello degli autori italiani, da Rossini a Bellini, passando per Puccini, si ispira il concerto di Rea e Boltro: la magia di famose arie riecheggia subito nelle note prodotte dal duo, per poi tradursi in sonorità differenti, ma che mai si discostano completamente da quella di partenza, prendendone spunto, unificando armonie e stili, viaggiando tra variazioni e improvvisazioni che nascono in realtà da un unico solco, quello indelebile della buona musica. Ed è così che l’opera viene rivisitata da un eccezionale Danilo Rea, che sa alternare virtuosismi ad un tocco pianistico che sottolinea con delicatezza melodie in continua trasformazione, e da un estroso ed irrefrenabile Boltro, che riprende quelle stesse melodie facendole diventare suoni jazzistici puri. Dalla Tosca al Guglielmo Tell, fino alla Norma, un percorso originale, intenso, mai scontato, per due colonne del jazz che infiammano il pubblico.

Pubblico che resta ammaliato, praticamente ipnotizzato dalle dita che scorrono sulle corde di una chitarra, quando sul palco sale un mito della musica come Al Di Meola . Un artista che spazia tra sonorità, unendo jazz ad atmosfere latine, echi mediterranei, accenti malinconici a ritmi intensi, in inesauribili fraseggi, dialogando con grande omogeneità con l’altro chitarrista, Peo Alfonsi, il fisarmonicista Fausto Beccalossi e il batterista Peter Kaszas.

 

Alla fine, come sempre accade con i concerti di Roccella Jazz, pubblico ed artista diventano una cosa sola: le persone si radunano sotto il palco, non ci sono barriere, le teste si muovono seguendo il ritmo della musica, i piedi non riescono a star fermi.

E così, la magia di Rumori mediterranei si ricrea, ancora una volta.

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