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Presentato da Giuseppe LIvoti il catalogo della mostra di Mimmo Morogallo

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senza-titolo“Continua la lunga Estate 2019 del Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse” di Reggio Calabria, eventi denominati “Questione di Sensi”. La Sala Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria ha visto nei giorni scorsi la mostra antologica del noto artista calabrese Mimmo Morogallo ed in particolare la presentazione del catalogo che riassume le tappe fondamentali della sua vita attraverso fotografie, fonti bibliografiche e recensioni.

Un appuntamento che ha visto il saluto delle alte cariche del Consiglio Regionale della Calabria e l’introduzione della vice presidente Muse Francesca d’Agostino.

Un momento importante questo, ha esordito la d’Agostino, evento, dedicato alla cultura artistica calabrese degli ultimi 50 anni,  utile a ricostruire le tappe fondamentali del noto maestro della pittura e della scultura Morogallo, nato a Gioia Tauro e presente con mostre e personali d’arte in tutto il mondo, ad iniziare dal 1958 a New York con il suo primo e storico appuntamento nel panorama internazionale. Una evoluzione pittorica accentuata anche dai viaggi dell’artista delle rive dell’Orinico al Rio Caroni o ancora le isole Fiji, Australia, le piccole Antille, Canada, Brasile, Argentina che hanno consentito alla critica internazionale di definirlo –l’artista giramondo-.

Il catalogo dal titolo “Viaggi dell’anima – mare e musica da ogni arte un fascino” ha i testi critici di Leonida Repaci, Giuseppe Livoti, Sabrina Falzone.

Il presidente Muse Livoti, nonchè critico d’arte ha avuto il compito di presentare il testo, partendo dalle parole di Leonida Repaci, intellettuale calabrese che nei suoi anni giovanili fu definito artista della solitudine nell’intimo delle immagini, conferendo ad esse sostanza e poesia.

La Calabria per Morogallo, scriveva Repaci, è drammatica senza tempo divenendo eloquente simbolo degli italiani del sud, “figliastri del mondo”. La Calabria è amara per l’artista scriveva Repaci, una terra dolcissima ove gli uomini continuano a spezzare un pane intriso di fiele. Giuseppe Livoti invece si è soffermato sul suo intervento sull’interazione speculativa pittorica e scultorea che fa coincidere l’esperienza con la vis creativa. Morogallo è per Livoti calabrese “del e nel mondo” mediante una serie di attraversamenti e di viaggi dal luogo di partenza, Gioia Tauro all’approdo nelle terre che coniugano reale ed immaginario, cogliendo le sensazioni dell’uomo di fine ottocento che sente il bisogno di conoscere –il paradiso perduto- per ritrovare e ritrovarsi.  Una riscoperta Morogallo che fa parte della storia dell’arte calabrese, in una riscoperta che va dal naturalismo impressionista all’attuale senso del metafisico, in cui influenze storicizzate vanno dal raffinato selvaggio al silenzio architettonico della convenzione illusoria con una vitalità espressiva che fa parlare accordi di tonalità incontaminate, di terre primordiali fino al superamento del concetto di natura mediante compromessi ambientali in intimi spazi.

Mimmo Morogallo nel suo intervento ha ricordato come un tempo si poteva vivere di arte: ho viaggiato per il mondo quando gli italiani fuori dalla loro nazione avevano la necessità di ritrovare nella pittura quello che avevano lasciato. All’estero l’arte è altra cosa. Si allestiscono mostre importanti, vi è circuito mentre in Italia siamo rimasti ancora lontani, avendo mancanza di spazi e di persone adeguate, pochi investimenti, nessun curatore specie al sud, o ancora associazioni culturali o service che come in questo caso tramite “Le Muse Laboratorio delle Arti e delle Lettere”, con la sola forza incodizionata del fare,  promuovono identità che hanno lasciato un segno nei territori. L’arte astratta lasciamola al mito americano ha aggiunto il pittore, dobbiamo amare la geografia da dove proveniamo poiché è la geografia del cuore e dell’anima del nostro territorio mitico”.

 

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