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Otello tra cinema, teatro e opera: il video-omaggio di Mario Bianchi apre il festival “Fare Critica”

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52448020_2203086136608423_7409348670463672320_o1Un viaggio, tra immagini e musica, nell’opera shakespeariana, nella storia di un personaggio dalle tante sfaccettature: Otello, nel video-omaggio del critico Mario Bianchi, proposto nel corso della prima giornata di “Fare Critica”, il festival della critica in corso a Lamezia. E il video realizzato dal critico, “Un Otello un altro Otello un Otello ancora”, unisce bene le varie forme espressive al centro del Festival: cinema, teatro e, nel caso del video, anche opera lirica. Ovvero, le arti che hanno raccontato, descritto, analizzato questa figura, questo personaggio che tanti attori hanno impersonato con differenti interpretazioni, con stili diversi, cogliendone i vari aspetti. Mario Bianchi, in questo cortometraggio (che fa parte di una serie di video-omaggi che il critico ha dedicato a personaggi shakespeariani, come Amleto, Romeo e Giulietta, Macbeth), propone proprio un viaggio attraverso queste interpretazioni differenti, attraverso le varie riletture, anche attraverso film che non riportano fedelmente il dramma del Bardo, ma che in realtà ne riprendono in qualche modo temi e ne riportano echi, come “Match Point” di Woody Allen. Un montaggio, un percorso ragionato nella storia di Otello, che ripropone alcune fra le più importanti pagine della cinematografia mondiale ed alcuni fra gli attori più carismatici: dal grande Laurence Olivier, interprete shakespeariano per eccellenza, ad un altro mito come Orson Welles, alla potente prova di Laurence Fishburne nel film di Oliver Parker; da Vittorio Gassman, affiancato da Salvo Randone, ad Anthony Hopkins; da Totò, che ne “Il medico dei pazzi” incontra un attore impegnato nelle prove di Otello e lo scambia per un folle, ad Ernest Borgnine; da Ninetto Davoli, in “Che cosa sono le nuvole” di Pasolini (episodio di “Capriccio all’italiana”), all’innovazione, anche visiva, di Carmelo Bene. Fino al sottofinale dedicato all’opera lirica trasposta al cinema da Franco Zeffirelli, con un magistrale Placido Domingo. E l’intero video non può prescindere proprio dalla musica, fino al crescendo emotivo creato da Verdi. Un viaggio tra cinema, teatro e musica, in cui arte e personaggio trovano una sintesi perfetta.

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