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“Odissea, un canto mediterraneo”: uno spettacolo originale e coinvolgente chiude “Miti Contemporanei”

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Foto Marco Costantino

La VII Edizione del Festival “Miti contemporanei” si è chiusa venerdì 30 con lo spettacolo/concerto – in prima nazionale -“Odissea, un canto mediterraneo”, con Mario Incudine e Peppe Servillo. Spettacolo originale e coinvolgente, realizzato da Incudine che ha scritto anche musiche e testi, con la collaborazione tra gli altri di Antonio Vasta, Sergio Maifredi e Kaballà, quest’ultimo già autore di tanti successi di Mario Venuti.

Si tratta di una rilettura in chiave contemporanea dell’omerico poema, ma trasposto ai giorni nostri e nei “nostri” luoghi, tra Scilla e Cariddi, dove era realmente ambientato. In questa versione la storia di Ulisse è narrata dal ciclope Polifemo, appena accecato dal guerriero, e corredata da bellissime canzoni al ritmo della world music di cui Incudine è maestro, cantate in italiano, siciliano e persino arabo, grazie alla voce straordinaria di Faisal Taher.

Mario Incudine (Foto Marco Costantino)

Mario Incudine (Foto Marco Costantino)

Accompagnati dall’Orchestra popolare siciliana, le bellissime voci di Mario Incudine, Peppe Servillo (attore e cantante degli Avion Travel) e la bravissima Anita Vitale hanno portato il pubblico a rivivere l’epica vicenda di Ulisse che cerca di tornare alla sua Itaca. Tra una scenetta tra Polifemo e un altro ciclope, canzoni inedite (bellissima e trascinante “Itaca”) e altre già popolari cantate da Servillo con la consueta maestria (“Brucia la terra” da “Il padrino” ma anche “Amara terra mia” di Modugno) lo spettacolo ha deliziato i numerosi spettatori presenti alla rappresentazione.

Peppe Servillo (Foto Marco Costantino)

Peppe Servillo (Foto Marco Costantino)

Uno spettacolo necessario soprattutto per noi meridionali e abitanti del Mediterraneo perché – come ha spiegato Mario Incudine alla fine del concerto – bisogna riscoprire i classici del nostro passato per capire cosa ci riserva il futuro.

Francesco Arcudi

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