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NG Italia, intervista al direttore Pepe

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Roy_Toft_Giappone_copyright_National_Geographic_-_Bluoceans_open_exhbitions,_Reggio_Calabria_09.12.09_-_18.01.10La mostra “Madre Terra” è stata – e continua ad essere – un grande successo. Le immagini suggestive (a lato, Roy Toft – Giappone – copyright National Geographic – Bluoceans open exhbitions, Reggio Calabria 09.12.09 – 18.01.10) esposte sul Corso Garibaldi e che ritraggono vari angoli del nostro pianeta, hanno sicuramente catalizzato l’attenzione di cittadini e turisti. Le foto del National Geographic, ancora una volta, hanno punteggiato (e potranno ancora essere ammirate fino al 18 gennaio) il centro storico, grazie all’allestimento promosso e curato da Bluocean, ed invitato a riflettere, oltre che a emozionare.
In pratica, la funzione delle manifestazioni culturali.

E proprio di comunicazione e cultura abbiamo parlato con il direttore del National Geographic Italia, Guglielmo Pepe, cui abbiamo chiesto come, attraverso i mezzi di comunicazione, quindi anche attraverso le foto, le immagini, si possa raccontare la cultura, o comunque ciò che accade nel nostro pianeta.

“Forse dal punto di vista comunicativo, la fotografia può essere più forte della parola, o anche dell’immagine video, perché l’immagine video è un’immagine in movimento, quella fotografica invece è ferma. Diciamo che è lenta, per cui ha un grande impatto sulla persona che la guarda, perché ti costringe a meditare su quell’immagine, per cui ha una capacità comunicativa unica. Poi, se il fotografo è in grado di cogliere l’attimo, allora la forza di quella fotografia viene moltiplicata.

Per quanto riguarda l’aspetto del contenuto, la mostra “Madre terra” è un percorso attraverso i continenti, i poli, le popolazioni, le specie animali, l’ambiente, la natura, che cerca di descrivere le condizioni del nostro pianeta, di stimolare un’attenzione, una partecipazione, una presenza, anche una voglia di fare, di dare un contributo personale. Quindi, penso che, da questo punto di vista, non ci sia un’operazione culturale più forte di quella di mettere insieme grandi fotografi che raccontano il mondo nelle sue diversità, non solo nella sua drammaticità, ma anche nella sua voglia di trasmettere gioia, gioia anche di vivere, gli aspetti positivi e quelli negativi, un percorso globale nel quale poi un cittadino o un visitatore si può riconoscere e farsi un suo percorso culturale”.

Al direttore Pepe chiediamo, inoltre: l’attenzione da parte della stampa nei confronti dell’immagine è cresciuta; che peso ha oggi l’immagine?

“Prima – risponde – abbiamo avuto l’era della tv, ora siamo nel mondo di internet: da questo punto di vista l’immagine è esplosa. Anche con l’avvento delle macchine fotografiche digitali si è avuta una moltiplicazione della partecipazione delle persone nei confronti della fotografia; tutti quanti scattano, una partecipazione diretta, ma dal punto di vista comunicativo internet ha fatto esplodere il mondo dell’immagine. Oggi internet ha dato alla fotografia un impatto grandissimo”.

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