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“More Fridays” al Teatro Morelli

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Aprirà i battenti con lo spettacolo firmato da due tra gli autori contemporanei più innovativi della scena italiana: sarà infatti “Macadamia Nut Brittle”, di Ricci/Forte, il titolo che darà l’avvio, venerdì 16 marzo, al teatro Morelli di Cosenza, al progetto “More Fridays – I venerdì della scena contemporanea”, diretto e organizzato dalla Compagnia Scena Verticale e sostenuto dal Comune di Cosenza.

Ogni venerdì, fino al 27 aprile, il Teatro Morelli ospiterà alcuni tra i massimi esponenti del teatro contemporaneo d’autore nazionale e internazionale, con sette spettacoli, articolati in sei appuntamenti.

Dunque, Scena Verticale (guidata da Saverio La Ruina e Dario De Luca) prosegue nel proprio “percorso di creazione di fertili occasioni di incontro e confronto, con sensibile attenzione alle nuove generazioni creative, all’evoluzione dei linguaggi scenici e con interesse particolarmente rivolto alla nuova drammaturgia. Un progetto che vuole riflettere sulla società contemporanea, registrare idee e interrogativi estetici, evitare l’intrattenimento commerciale nella convinzione che un’opera debba essere valutata per la sua componente innovativa, per i suoi riscontri umani, morali e civili”.

Si parte, quindi, con Ricci/Forte che – dopo aver proposto, lo scorso anno, “Grimmless” in occasione del festival Primavera dei Teatri, a Castrovillari – tornano in Calabria con questo spettacolo, “una fiaba crudele e furiosamente pop che racconta la nostra incapacità di crescere, la sindrome da eterni adolescenti di una generazione disperata”.

Si prosegue, poi, il 23 marzo, con una sera speciale in cui andranno in scena due spettacoli: Lucia Calamaro, una delle autrici più originali e talentuose, porterà in scena i primi due episodi di “L’origine del mondo”, un ciclo costruito in quattro spettacoli. “Un affondo ironico e spietato nell’intimità di una relazione familiare centrata sul binomio madre-figlia, con squarci di forte intensità, capaci di toccare le corde profonde e più intime senza sottrarsi a momenti di disperata e irrefrenabile allegria”.

Il 30 marzo sarà la volta di Marta Cuscunà, con “E’ bello vivere liberi”, “un  progetto di teatro civile per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo, vincitore del Premio Scenario per Ustica 2009. Ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia”.

Il 13 aprile arriverà a Cosenza un altro importante nome della scena contemporanea ed una delle pietre miliari del teatro italiano: parliamo di Danio Manfredini e di “Tre studi per una crocifissione”. “Da oltre trent’anni Manfredini, vincitore per ben tre volte del Premio UBU, occupa un posto speciale sulla scena italiana dove ha seminato pochi ma indimenticabili spettacoli”. Quello che proporrà a Cosenza è “un omaggio al pittore Francis Bacon nella forma di un assolo composto da tre pezzi che sono altrettanti ritratti di figure del nostro tempo, derelitti che in piccola o grande misura ci rispecchiano”.

Quindi, il 20 aprile, protagonisti saranno i padroni di casa di Scena Verticale, con uno dei loro spettacoli più importanti ed apprezzati, ovvero “U tingiutu. Un Aiace di Calabria”, scritto e diretto da Dario De Luca, che per l’interpretazione di questo lavoro ha vinto il Premio A. Landieri come migliore attore. “Il racconto della “Mala Calabria” in una lingua viva e misteriosa fatta di allusioni e espressioni gergali, di segni e occhiate, di detto e non detto. Una rilettura cinematografica e pulp del mito di Aiace, per spiegare e interpretare facce, affari, ambizioni, destini e pance dei malacarne che hanno trovato fortuna e identità nell’altra legge”.

Gran finale ancora con un grande nome, ovvero la acclamata regista Emma Dante: il 27 aprile sarà messo in scena “Acquasanta”, il primo dei tre spettacoli che compongono la “Trilogia degli occhiali”. “Sul molo dell’Acquasanta a Palermo, un uomo solo, ancorato con fili che lo agitano come fosse un Pazzariello, ricorda la sua vita spesa per il suo unico, grande amore, il mare. Simulando una finta burrasca, rievoca la sua vita di mozzo, con le voci della ciurma e del capitano che gli rimbombano nella testa e lo accompagnano nella sua follia. Sta lì ad aspettare sul molo il ritorno della nave salpata anni prima senza di lui, lasciandolo alla deriva sulla terraferma”.

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