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“Magarìa”: tra teatro, musica e storia

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La magia e l’incanto della musica e del teatro in un sito archeologico: una sintesi unica, che riesce ad unire storia e cultura e che nel nostro territorio trova il palcoscenico ideale.
Quella “Magarìa” che Spazioteatro, in collaborazione con la Provincia di Reggio Calabria, proporrà per tre serate nel sito archeologico Griso-Laboccetta. Un sito che, come dichiarato dal consigliere provinciale Omar Minniti, è stato adesso ripulito e sarà reso nuovamente fruibile a partire da questa manifestazione.

Una manifestazione che prende a prestito il nome già utilizzato nel 2007 per una rassegna di gruppi calabresi svoltasi a Bagnara, definita dal responsabile di Spazioteatro, Gaetano Tramontana, come “un’esperienza bellissima, per cui non vedevamo l’ora di recuperare questo nome”. Un titolo che racchiude tre eventi, che si svolgeranno dal 21 al 23 luglio, alle ore 21 (l’ingresso è libero): il primo è uno degli spettacoli recenti della produzione di Spazioteatro, “La nuova colonia”, di Pirandello, con Gaetano Tramontana – anche regista – e Domenica R. Buda, scene e costumi di Aldo Zucco.

Il 22, di scena la musica dei Koralira, che proporranno “Terra”, ovvero un progetto acustico (che vedra protagonisti Domenica Buda, voce, Francesco Speziale e Pietro Mesiano alle chitarre), in cui le note si uniscono al racconto, storie viste attraverso gli occhi di una bambina.

L’ultima serata sarà riservata a “Stupor”, uno studio su un nuovo testo di Domenico Loddo. Un testo che parla di violenza sulle donne e che sarà portato in scena da Gaetano Tramontana, con le musiche eseguite da Marco Modica.

La musica, dunque, uno dei fili conduttori di questo percorso che verrà proposto al pubblico reggino, un percorso che nasce all’insegna del rapporto e del dialogo con il territorio, cui offrire la propria voce, attraverso il teatro e le note. Un’ulteriore sfida, la definisce Tramontana. Una sfida all’insegna della cultura.

  1. Ho visto Stupor di Spazio teatro, nell’area del sito archeologico Griso – Laboccetta. La messa in scena semplice e lineare, rallegrata dalla musica di Modica. Un lavoro forte e drammatico
    dell’autore Loddo, di cui saranno sperimentati altri adattamenti dei suoi scritti. Questo affidato all’esperta recitazione di Tramontana è stato seguito con molta attenzione e religioso
    silenzio, anche perchè di grande attualità: la violenza sulle donne, una violenza da ricondurre non solo al clima di ostilità in cui si vive, ma pure ad elementi di profondo squilibrio psicologico sociale che genera il duplice effetto dell’instabilità e della dispersione di coscienza.
    Una denunzia insomma dei tempi iniqui e dell’incomprensione umana che deve far riflettere.
    Gaetanina Sicari Ruffo

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