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Teatro Altro pone un nuovo quesito e guarda al futuro

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Di seguito, un nuovo intervento delle compagnie e degli esponenti del mondo del teatro calabrese “Per un Teatro Altro”

IN ATTESA DI RISPOSTE IL TEATRO ALTRO SI ORGANIZZA

Dopo la diffusione della Lettera aperta “Del magna Graecia Teatro Festival” siamo rimasti in attesa che il Presidente e l´Assessore alla Cultura della Regione Calabria rispondessero alle 7 domande che avevamo loro posto. Nessuna risposta, molte risposte, anche il silenzio è eloquente.

Al Presidente e all´Assessore poniamo un ottavo quesito:

Premesso che il Bando di selezione del Direttore artistico prevede all´Art.2 comma 2 che il D.A. “Propone e predispone il programma degli eventi e degli spettacoli della manifestazione con il correlato piano economico complessivo comprendente l’indicazione del costo di ogni singola rappresentazione “chiavi in mano” ( scene, costumi, service, ecc) nel rispetto dei termini e delle modalità stabilite nel contratto di incarico professionale” e che al comma 3 sempre il D.A.: ” Avvia i contatti e conclude gli accordi con le compagnie teatrali inserite nella programmazione delle manifestazioni, attestando la congruità dei relativi costi”.

Chiediamo che venga reso pubblico il bilancio di previsione della programmazione con l´indicazione dei costi di ogni singola rappresentazione “chiavi in mano” così che tutti i cittadini calabresi (dal momento che si tratta di denaro pubblico) possano constatare direttamente la “congruità dei relativi costi”.

Al Direttore artistico Giorgio Albertazzi sottoponiamo, invece, questa riflessione:

Premesso che lei nella conferenza stampa di presentazione del MGTF giorno 28/07 u.s. ha affermato: “Per i prossimi anni, accetteremo tutte le proposte che vengono dalle forze calabresi. Sono rimasto impressionato dal numero di inziative teatrali di questa regione. E´ un segno straordinario che gente giovane, talentuosa, voglia essere presente. Potremo organizzare qualcosa assieme a loro, perché a livello nazionale c´è qualche cosa che stanca. Avremo tempo e modo per ascoltare tutti e organizzare qualcosa di grande, che rimanga. La Calabria va portata nel mondo attraverso la sua cultura e non solo attraverso i suoi prodotti gastronomici che sono pure espressione della sua cultura.”

Ci stupisce molto che lei sia rimasto impressionato dal numero d´iniziative teatrali presenti in Calabria, perché il Bando prevedeva che, ben prima della partecipazione alla selezione i candidati avessero dovuto acquisire “la conoscenza del territorio calabrese“. In ogni caso, lei avrebbe potuto convocare una riunione del teatro professionale che opera in Calabria per acquisire un minimo di conoscenza sulle poetiche che sottendono il suo lavoro artistico e sulla creatività che esprime, dopodiché, nella sua più assoluta autonomia, avrebbe potuto scegliere i progetti artistici che, a suo giudizio, fossero risultati interessanti per le linee artistiche da lei proposte, le quali, però, non essendo state rese pubbliche,  noi ignoriamo.

Noi non reclamiamo l´inserimento obbligatorio nella programmazione per un presunto privilegio che ci toccherebbe in quanto calabresi, noi pretendiamo, invece, di discutere pubblicamente di quale teatro la Calabria abbia bisogno e di confrontarci alla pari sui progetti artistici, così come facciamo da molti anni in giro per il mondo. Se ci fossimo incontrati lei avrebbe scoperto che il teatro che noi esprimiamo è presente da molti anni nei circuiti nazionali e internazionali, che i nostri attori vincono premi nazionali, che i nostri autori vengono rappresentati in importanti teatri europei, che le nostre compagnie lavorano da anni con cast internazionali e in tutta Europa,  che i nostri attori e registi vengono invitati in tutte le università del mondo per conferenze, stage e laboratori, che i nostri critici vengono premiati con i più prestigiosi riconoscimenti nazionali. In poche parole, lei avrebbe scoperto che noi non siamo il “teatro calabrese”, noi siamo le eccellenze del “teatro europeo che opera in Calabria”, del quale solo le nostre istituzioni non si sono ancora accorte.

In ogni caso, se lei lo desidera, noi siamo disponibili ad incontrarla possibilmente subito e durante lo svolgimento del MGTF e non il prossimo anno, per il semplice motivo che noi abbiamo la cattiva abitudine di progettare a lunga scadenza.

In attesa di ricevere le risposte ai nostri quesiti, le compagnie teatrali firmatarie della Lettera aperta si sono autoconvocate mercoledì 3 agosto a Lamezia Terme per discutere delle prospettive della creazione teatrale ed artistica in Calabria e concordare le iniziative da intraprendere nel prossimo futuro.

Dalla riunione è emerso che tutti i partecipanti si impegnano a lavorare insieme:

·         per garantire un’autentica possibilità di espressione allo spettacolo dal vivo contemporaneo in Calabria, per potenziare le pratiche più evolute sin qui sviluppate, senza ingessarle in strutture rigide e per modificare le condizioni in cui la scena calabrese è stata lasciata da molti anni creando precariato, lavoro sommerso e cosiddetto volontariato, che non si è neppure in grado di quantificare con esattezza, perché ogni intervento pubblico poggia sulla completa assenza di una analisi e di una ricognizione reale della situazione regionale;

·       per individuare strumenti di valorizzazione della qualità, della professionalità e della continuità dei progetti, fuori dalla “politica degli eventi”, individuando le pratiche per affrancare il settore dello spettacolo dal vivo in questa regione dalla consuetudine delle sovvenzioni basate su criteri quantitativi e burocratici che non rispecchiano il reale lavoro creativo e qualitativo che attori, tecnici, registi, organizzatori sviluppano e perché venga riconosciuto il lavoro artistico in realtà definite marginali o fuori mercato: scuole, quartieri periferici, paesi fuori dai circuiti ufficiali, carceri, centri per il disagio sociale, per le disabilità, ecc;

·       per difendere i diritti dei lavoratori dello spettacolo, la loro dignità professionale e la loro rappresentanza della quale oggi in Calabria nessuno si fa concretamente carico;

·       per favorire la formazione di comitati tecnico-artistici di valutazione, formati esclusivamente da esperti indipendenti del campo dello spettacolo dal vivo e che non operino in Calabria.

Al fine di contribuire alla promozione di un vero e proprio Piano di Sviluppo Regionale della Cultura, che preveda la valorizzazione dei più efficaci modelli creativi sin qui prodotti nella nostra regione e per strutturare un sistema regionale che sia più dinamico e aperto dell´attuale, capace di riflettere le contemporaneità che ci sono e quelle che verranno, i partecipanti alla riunione hanno deciso di organizzare nei prossimi giorni una serie di seminari nei quali discutere, studiare, confrontarsi sulle poetiche e sui metodi di lavoro perseguiti da ognuno e sulle prospettive della creazione artistica in Calabria, invitando anche studiosi, artisti di altre discipline e intellettuali. Gli incontri saranno organizzati sulla base di un “baratto” fra i Comuni disponibili ad offrire ospitalità e gli artisti che in cambio offriranno performance, piccoli spettacoli, interventi artistici in luoghi “non teatrali”: vicoli, terrazze, balconi, piazzette, ecc.

Questi incontri sono preparatori all´autoconvocazione a breve degli STATI GENERALI DELLA CULTURA IN CALABRIA.

PER UN TEATRO ALTRO:

Carro di Tespi, Centro Teatro Calabria, Compagnia Ragli, DiciassettBi Compagnia Teatrale, Experimenta/Teatro dell’arte, Lalinesottile, Les Enfants Terribles, Piccolo Teatro Umano, Spazioteatro,

Antonella Carbone (attrice), Massimo Costabile (regista), Nello Costabile (regista), Anna De Vincenti (docente di filosofia), Carmelo Giordano (attore), Gianfranco Labrosciano (critico d´arte), Marzia Martino (organizzatrice), Rosario Mastrota (attore/regista), Basilio Musolino (attore/regista), Emilio Nigro (scrittore/giornalista), Luciano Pensabene (regista/ organizzatore), Nino Racco (attore/regista), Valerio Strati (attore/organizzatore), Gaetano Tramontana (regista)

 

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