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Dieci ritratti di donne nel nuovo libro di Marchiolo

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Dieci grandi donne dietro dieci grandi uomini. O meglio, al loro fianco. O un passo avanti. Ma non solo, anzi di più. Dieci donne con una loro personalità forte, con un ruolo costruito oltre gli uomini cui stanno accanto. Dieci persone accomunate non tanto dal fatto di essere madri, sorelle, mogli, amiche di, quanto da una forza straordinaria, da una volontà, da sentimenti, dalla voglia di tenere insieme tante “lei” dentro se stesse, di far andare avanti tutto. Figure che si stagliano con la loro azione, con il loro essere, rompendo schemi e stereotipi. Figure il cui “sé” si distingue, è delineato in tutta la sua pienezza ed unicità.

E tutto questo si nota attraverso una lettura diversa dei loro “personaggi”, visti in una prospettiva inedita: come una madre che si presenta al colloquio di lavoro con una bambina piccola, piuttosto che come first lady americana; come un’anziana del sud che viene scoperta, e si scopre, attraverso una forza ed una modernità che in realtà già aveva, piuttosto che come madre del presidente della regione; come una donna che guarda la figlia nel giorno delle nozze, piuttosto che come Segretario di Stato.

Prospettive inedite per raccontare anche tanto di ogni donna “comune”, nel libro di Isabella Marchiolo, “10 grandi donne dietro 10 grandi uomini”, che inaugura una nuova collana di Laurana editore, dal titolo, appunto, “Dieci!”. Un libro che intende, chiaramente, ribaltare questo vecchio assunto, mostrando donne, più o meno note, nella loro valenza, ma attraverso prospettive di quotidianità. Momenti per mezzo dei quali tessere la storia di una vita, o parti di essa. Scoprendo o riscoprendo difficoltà e valori, che tante donne affrontano o portano avanti ogni giorno.

E’ proprio la prospettiva nuova, lo stile che unisce fatti e frasi vere alla creatività narrativa, che ci porta a vedere in modo diverso donne che conosciamo grazie alle immagini che ci rimandano i media, ma anche a scoprire donne meno note, che vengono tratteggiate con un’umanità sentita dall’autrice, tanto che, in due casi, il racconto avviene in prima persona, proprio per sottolinearne il carattere di maggiore introspezione. Accade per Harper Lee, premio Pulitzer per “Il buio oltre la siepe”, descritta nella sua storia di scrittrice, ma soprattutto di persona. Ed anche di amica, non delusa, bensì analizzatrice di un rapporto intenso, in cui aveva creduto, ma che sa guardare con realismo.

Accade soprattutto per Pilar Saramago (moglie dell’autore portoghese), forse il ritratto più intenso: non un annullamento nell’amore per l’altro, ma una fusione di menti, di intenzioni, di pensieri, davvero rara. Sull’onda della scrittura, protagonista ancora una volta.

 

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