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“Cosa sarà”: grande cast e stile cinematografico per uno sguardo profondo sulla vita

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locandinaDescrivere, raccontare, attraversare – tra immagini e parole – l’essere umano, il suo vivere, la famiglia, le sue dinamiche, gli incontri, gli scontri. La vita, insomma. E saperlo fare con lievi tocchi, con uno stile unico che tratteggia i singoli momenti di un’esistenza, passando dal pianto al riso in una frazione di secondo, come nella vita, dove tutto si mescola, si compone, si alterna. Pochi sanno farlo come Francesco Bruni che, nel suo “Cosa sarà”, ci riporta a quella commedia vera, profonda, in cui il sorriso che si lega al dramma, è il modo di leggere e di affrontare il mondo, la realtà. Quella che si unisce al sogno, al ricordo, quasi senza soluzione di continuità, visivamente e nell’animo del protagonista. Ed è questo stile, che coniuga tutti questi elementi, a fare la differenza, nella narrazione di un momento di dolore, del suo superamento. Ma anche – come Bruni ha già fatto sapientemente nelle sue precedenti opere – della famiglia, delle sue dinamiche, i non detti, le crisi, la crescita, il guardarsi dentro, la scoperta e la rinascita. La vita, insomma.

In “Cosa sarà”, la scrittura e la capacità di fotografare per immagini passato e presente (che non fanno che incontrarsi e scontrarsi sempre) costruiscono una narrazione che il cast esalta alla perfezione. Non solo Kim Rossi Stuart, nei panni del protagonista – un regista colpito da un tumore del sangue e che, cercando nella sua famiglia un componente che sia compatibile per un trapianto di midollo, scoprirà tante cose, di se stesso e di chi gli sta vicino – : Raffaella Lebboroni tratteggia con sapienza la figura della dottoressa – diretta, pratica, ma dolce – facendone la co-protagonista di questo film, lo sprone, il punto fermo per il regista; Fotinì Peluso, straordinaria nei panni della figlia, soprattutto nel fortissimo e commovente dialogo-sfogo con il padre; il ritorno al cinema di Giuseppe Pambieri in un ruolo ricco di ironia; la conferma del talento di Lorenza Indovina, lo sguardo profondo ed empatico di Barbara Ronchi ed il sempre bravissimo e divertente Nicola Nocella.

Al contrario di quanto il produttore – Ninni Bruschetta – dice al personaggio del regista, in realtà si comprende benissimo che film Bruni sa realizzare: è cinema, senza bisogno di categorie, quando lo si sa fare.

 

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