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Cinema e prosa al Politeama Siracusa

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Un salto indietro nel tempo, tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta riletti attraverso le penne di Walter Veltroni e di Salvatore Arena per i prossimi appuntamenti della programmazione di cinema e prosa del Teatro Politeama Siracusa. E questa volta, al fianco di Cineclub Internazionale, Fondazione Horcynus Orca e Mana Chuma Teatro, ci sarà anche la Fondazione Italo Falcomatà a rinsaldare il legame con la città.

Domani, giovedì 6 giugno (spettacoli ore 18.30 e 21.00), nell’ambito della Rassegna d’essai verrà proiettato in prima visione “La scoperta dell’alba”, il secondo film della regista Susanna Nicchiarelli che, dopo “Cosmonauta”, con cui ha vinto la sezione Controcampo italiano al Festival di Venezia, si è cimentata nell’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Walter Veltroni.

Il film, una produzione Fandango in collaborazione con Rai Cinema, presentato al Festival di Roma 2012, è il racconto di un viaggio nel tempo surreale, foriero di verità dolorose e liberatorie.

L’evento, promosso dalla Fondazione Horcynus Orca e da Cineclub Internazionale Distribuzione, si realizzerà in collaborazione con la Fondazione Italo Falcomatà, rappresentata dal socio fondatore Giuseppe Falcomatà, che introdurrà lo spettacolo delle 21.

Venerdì 7 giugno alle 21.00, per la chiusura della rassegna di prosa “Naufragi e approdi”, un’altra anteprima con “Longa è a jurnata”, lettura scenica del testo di Salvatore Arena, finalista al Premio Riccione per il Teatro 2005, realizzata nell’ambito del progetto Voci Calabre per la scena, promosso da Mana Chuma con il sostegno della Regione Calabria.

Sul palco l’autore e Massimo Barilla, accompagnati dalle irruzioni musicali di Giacomo Farina, daranno voce alla pièce, segnando idealmente l’avvio della nuova produzione di Mana Chuma Teatro, ambientata in un seminterrato alla fine degli anni Settanta. In queste quattro mura due uomini legati da una antica amicizia sono impegnati a sopravvivere, a rimandare di giorno in giorno l’inevitabile. Vanni vive quasi da recluso, da quando un incidente sul lavoro lo ha reso infermo a un braccio. Eppure sogna, con pura ingenuità. Di tornare a lavoro, a una vita migliore. Di andare al mare e di catturare il topolino invisibile ma continuamente evocato da qualsiasi rumore. Peppi passa da precario da un piccolo lavoro a un altro, senza riuscire a sbarcare il lunario. Un giorno il cerchio intorno a loro sembra stringersi più in fretta del solito, e anche le ultime risorse paiono consumarsi come le candele accese a compensare la mancanza improvvisa della luce elettrica. Non c’è più tempo per rimandare l’ultimo decisivo tentativo di riscatto. Tutto in un giorno, l’ultimo lungo interminabile giorno.

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