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	<title>Cultural Life &#187; Varie</title>
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		<title>Le Muse in trasferta a Stignano e Mammola</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Livoti]]></category>
		<category><![CDATA[Le Muse]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennesimo appuntamento in trasferta per il sodalizio delle Muse Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria, che anche per questa domenica promuove un incontro non in sede come è ormai consuetudine, ma  sul territorio calabrese. “L’itineranza &#8211; dichiara Giuseppe Livoti, presidente del sodalizio reggino &#8211; è stata da sempre una nostra prerogativa: ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2012/02/livoti-new.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2292" style="margin: 4px;" title="livoti new" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2012/02/livoti-new-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Ennesimo appuntamento in trasferta per il sodalizio delle <strong>Muse Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria</strong>, che anche per questa domenica promuove un incontro non in sede come è ormai consuetudine, ma  sul territorio calabrese.</p>
<p>“L’itineranza &#8211; dichiara Giuseppe Livoti, presidente del sodalizio reggino &#8211; è stata da sempre una nostra prerogativa: ecco il perché durante l’anno sociale ci muoviamo a conoscere diverse realtà storico &#8211; artistiche anche attraverso personalità del luogo che accolgono associazioni come la nostra, che ama l’arte, la cultura e le tradizioni. Infatti, già da ottobre tante le amministrazioni e le Pro Loco che ci hanno ospitato: Vizzini, in Sicilia, alla scoperta dei luoghi Verghiani, Paola e Amantea per la storia presepistica calabrese ed ora <strong>Stignano e Mammola</strong>”.</p>
<p>Sessanta soci, infatti, saranno <strong>domenica 5 febbraio</strong>, nella mattinata, alla scoperta di luoghi storici presso l’antico centro di Stignano ed esattamente l’antica chiesa dell’Annunciazione sarà il luogo che ospiterà un momento di conoscenza di elementi storiografici del posto, con Don G. Battista Masini, il quale converserà con i soci del sodalizio reggino con il rituale scambio dei gonfaloni; successivamente la visita proseguirà presso la storica Villa Caristo.</p>
<p>Nel pomeriggio, altro momento di incontro nel centro storico di Mammola presso la settecentesca chiesa di San Filippo Neri, edificio che conserva una preziosa statua del 1700 con una reliquia del santo, struttura sacra un tempo dedicata a San Sebastiano. Presso l’antico edificio di culto, alle ore 16,  il saluto dell’amministrazione comunale di Mammola, nella persona del suo sindaco Antonino Longo e dell’assessore Pino Agostino, ai soci delle Muse, per una conversazione su “Importanza dei luoghi storici della provincia di Reggio Calabria”. “Un doppio momento culturale dunque all’insegna dei luoghi della memoria storica calabrese e non solo, che Le Muse ormai perseguono con passione e ricerca delle identità locali”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un convegno per ricordare Salgari</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Cento anni fa moriva Emilio Salgari. Uno scrittore che, con  i suoi libri, le avventure narrate nelle sue pagine, ha costruito l’immaginario di tanti lettori, descritto luoghi, affascinato giovani e meno giovani. La sua vita, la sua storia, la sua opera e la sua tragica fine (morì suicida) sono sati ripercorsi dal prof. Antonino Megali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/12/conferenza-di-A.-Megali-nel-centenario-della-morte-di-E.-Salgari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2236" style="margin: 4px;" title="conferenza di A. Megali nel centenario della morte di E. Salgari" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/12/conferenza-di-A.-Megali-nel-centenario-della-morte-di-E.-Salgari-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Cento anni fa moriva <strong>Emilio Salgari</strong>. Uno scrittore che, con  i suoi libri, le avventure narrate nelle sue pagine, ha costruito l’immaginario di tanti lettori, descritto luoghi, affascinato giovani e meno giovani.</p>
<p>La sua vita, la sua storia, la sua opera e la sua tragica fine (morì suicida) sono sati ripercorsi dal prof. <strong>Antonino Megali <em>(a destra nella foto),</em></strong> nel corso della conferenza che il circolo culturale Agorà ha voluto dedicare a Salgari.</p>
<p>Lo scrittore, nato nel 1862, a Verona, manifestò fin da giovanissimo una grande passione per la scrittura e la geografia, “così come il sogno di navigare per mari e oceani alla conoscenza di terre lontane. Divorò fin da ragazzo libri di avventure, riviste di viaggio, atlanti geografici, repertori naturalistici – afferma Megali &#8211; Millantò di aver viaggiato per i cinque continenti, di aver affrontato belve e tempeste, savane ed oceani. La fantasia non gli mancava. In realtà lo scrittore non vide mai jungle nere, balene, oceani e uragani”.</p>
<p>Salgari incontra l’attrice Ida Peruzzi. Le scriverà poi in una lettera firmata Selvaggio malese: “Un giorno ho veduto voi e in me si è operato uno strano cambiamento: ho sentito come il bisogno di amare, ma realmente amare fuori dalle tempeste in cui ero fino ad ieri vissuto; ho sentito come il bisogno di porre un freno agli impeti ardenti del sangue febbricitante e agli impeti irrefrenabili dell’anima selvaggia”. Si sposeranno nel 1892. Subito la ribattezza Aida, in omaggio all’opera lirica. Ida lo amerà sempre- ricambiata &#8211; fino a quando la malattia l’allontanerà da lui”.</p>
<p>Emilio, sottolinea Megali, “lavorava senza sosta. Scriveva su un tavolino traballante, quasi per sentirsi su un’imbarcazione sballottata dalle onde. Si preparava da solo l’inchiostro, diluendo con acqua un estratto di bacche e per penna usava una cannuccia alla cui cima il pennino era legato ad un filo resistente”.</p>
<p>Due sono gli eroi immortali che daranno la fama allo scrittore: Sandokan e il Corsaro Nero. Dopo il successo del primo libro, “La tigre della Malesia”, Sandokan diventerà protagonista di un intero ciclo. “Il suo simbolo è la tigre ed egli stesso è la tigre della Malesia. Combatte con una tigre vera e offre la pelle  dell’animale all’amata. La sua spalla è Yanez de Gomera. Ragionatore raffinato e ironico, porta ad armacollo una magnifica carabina e al fianco una scimitarra con l’impugnatura d’oro, sormontata da un diamante grosso quanto una nocciola, d’uno splendore ammirabile. Gli altri protagonisti del ciclo sono Lady Marianna Guillonk, la perla di Labuan, e poi ancora Lord James Guillonk, i Tigrotti, Tremal-Naik l’eroe dei Misteri della Jungla Nera, Kammamuri, Sir James Brook, nemico irriducibile di Sandokan”.</p>
<p>Il Corsaro Nero dà il titolo al primo dei cinque romanzi che costituiranno il ciclo caraibico. “Narra le vicende del Conte Emilio di Roccanera, signore di Valpenta e di Ventimiglia, che abbandona l’Italia per vendicare il fratello ucciso dall’infame duca Wan Guld. È il suo capolavoro.</p>
<p>Accanto al Corsaro i fedelissimi Carmaux, Wan Stiller e l’erculeo Moko, che con il loro buonumore, si contrappongono all’atmosfera drammatica che aleggia per tutto il romanzo”.</p>
<p>Leggendo le avventure di questi eroi, un grande giornalista, Carlo Casalegno confesserà: “È stato Salgari, tanto e tanti anni or sono, a farmi sentire per la prima volta il disgusto della tirannide, a farmi scoprire il valore della libertà, a farmi meditare sugli arbitrii del dispotismo”.</p>
<p>“Vi sono due opere, anomale, nella produzione salgariana – prosegue il relatore &#8211; La prima è la Bohème italiana, romanzo scapigliato ispirato da Scene della vita di Bohème di Henry Murger e dal melodramma musicato da Puccini. È un libro autobiografico, scanzonato, dove lo scrittore si prende gioco di sé e di tutti quelli che lo prendono sul serio credendo a tutte le sue spacconate. L’altra è Le Meraviglie del Duemila, romanzo avveniristico. In esso immagina che due giovani si addormentino dopo essersi inoculati un siero per poi risvegliarsi nel Terzo Millennio. Nel 2003 Salgari descrive un’Italia che ha riconquistato tutti i territori che erano stati suoi, il Trentino e l’Istria, la Dalmazia, Nizza, la Corsica e perfino Malta. Descrive la disgregazione dell’Impero Britannico, con il Sud Africa, Canada, Australia e India che acquistano l’indipendenza. Parla dell’esistenza di una Corte Arbitrale dell’Aja creata per risolvere le controversie tra le Nazioni. E del socialismo, trionfante nei primi del Novecento, lo scrittore prevede la fine”. “Non c’è ottimismo nella visione della vita nel mondo del 2003. Vi prevarranno una vita frenetica, il rumore, la paura, l’angoscia che condurranno gli uomini ad impazzire, vittime della fede nella scienza e nella tecnologia”.</p>
<p>Salgari, aggiunge Megali, “non si poneva il problema dell’età dei suoi lettori, ma erano i ragazzi a determinare il successo. La critica ufficiale lo snobbava. Anche nell’ambito politico lo scrittore fu esaltato o condannato”.</p>
<p>Posizioni “in realtà tutte estranee allo scrittore, che, creando i suoi personaggi cercò solo di vivere la vita che avrebbe voluto e mai potuto, come scrisse Giovanni Mosca.</p>
<p>In vita e dopo la morte il nostro subì sempre il confronto con lo scrittore francese Jules Verne, del quale peraltro era stato da giovane un accanito lettore. Quando si voleva dare un riconoscimento allo scrittore veronese gli veniva conferito l’appellativo di “Verne italiano”. Ma i due in comune ebbero solo la passione per il mare &#8211; con la differenza che Verne, ricco come era, viaggiò davvero per mezzo mondo &#8211; e l’avversione per gli inglesi”.</p>
<p>Sarà Mario Spagnol, curatore dell’edizione de “Il primo ciclo della Jungla” edita da Mondatori “a ripristinare la verità: “Usi e costumi di popoli, flora e fauna esotiche, paesaggi inusitati, fenomeni meteorici, bizzarrie della natura, frammenti di mondi lontani li raccoglieva sui libri e sui giornali e minuziosamente li schedava. Non inventava nulla, arrivava a battezzare i suoi personaggi, quando non aveva a disposizione nomi autentici di persona, con nomi di luoghi e di cose per dar loro almeno una chance fonica di veridicità. Ogni animale, ogni pianta, ogni comparsa ed elemento scenico del grande presepio salgariano è garantito da una fonte: gratuito ed assurdo qualche volta sarà magari il loro assemblage”.</p>
<p>Pochi si accorsero, come giustamente fa notare l’uomo politico e storico Giovanni Spadolini, della rivoluzione operata dal creatore di Sandokan nella letteratura giovanile e nelle nostre tradizioni educative. Salgari appartiene non solo alla storia della letteratura, ma anche a quella del costume italiano. Pertanto, con De Amicis e con Collodi, secondo lo storico, può essere classificato fra i “Padri della Patria””.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via l&#8217;Horcynus festival (e c&#8217;è anche Sud, si gira!)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 17:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ballo a tre passi]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Horcynus Festival, per la prima volta, avrà una sessione invernale, che si svolgerà a Reggio Calabria. Dunque, i temi relativi al Mediterraneo, lo sguardo anche sull’arte di questa area saranno protagonisti, per due week-end, al Politeama Siracusa. Si parte venerdì 25 novembre, con l’inaugurazione della struttura e la messa in scena, alle 21, dello spettacolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/11/banner_sito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2168" title="horcynus festival" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/11/banner_sito.jpg" alt="" width="170" height="276" /></a>L’Horcynus Festival</strong>, per la prima volta, avrà una sessione invernale, che si svolgerà a Reggio Calabria. Dunque, i temi relativi al Mediterraneo, lo sguardo anche sull’arte di questa area saranno protagonisti, per due week-end, al <strong>Politeama Siracusa</strong>.</p>
<p>Si parte<strong> venerdì 25 novembre</strong>, con l’inaugurazione della struttura e la messa in scena, alle 21, dello spettacolo di <strong>Mana Chuma Teatro, “L’ultimo inganno. Un’altra Iliade”</strong>. Alle 23 sarà invece presentato il documentario di <strong>Felice D’Agostino e Arturo Lavorato</strong> (che saranno presenti in sala), <strong>“In attesa dell’avvento”,</strong> con il quale hanno vinto la sezione Orizzonti del Festival del cinema di Venezia.</p>
<p>Sabato 26, invece, proiezione del film “Il tè di Ania” e poi evento musicale <strong>“L’orgoglio del sud”</strong>, con Francesco Buzzurro, Nando Citarella, Vito Giordano, Ernesto Marciante e Silvio Barbera. Domenica 27, spazio al cinema con i film “Daratt” e Dunia”.</p>
<p>Il secondo week-end del festival si aprirà il 2 dicembre, con l’appuntamento dedicato alla video arte, curato da <strong>Martina Corgnati </strong>e lo spettacolo, in forma studio, vincitore del premio Scenario per Ustica, ovvero <strong>“Due passi sono”, di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi</strong>.</p>
<p><strong>Il 3 dicembre, alle 18,30 la presentazione del libro della sottoscritta, “Sud, si gira”</strong>: relazionerà il presidente della Federazione Italiana e Internazionale dei circoli del cinema, <strong>Paolo Minuto</strong>. Quindi, la proiezione di <strong>“Ballo a tre passi” di Salvatore Mereu</strong>, preceduta e seguita da un appuntamento tra gulash e musica, che vedrà protagonista il musicista <strong>Janos Hasur</strong>. Chiusura <strong>il 4, con Paolo Benvenuti,</strong> che presenterà il suo film <strong>“Puccini e la fanciulla”.</strong></p>
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		<title>Premio Anassilaos giovani, ecco i vincitori</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 13:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Anassilaos]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Anassilaos giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Approssimandosi la data di consegna del Premio Anassilaos (12 novembre, ore 17,30, Auditorium Calipari del Consiglio Regionale) la Presidenza della Sezione Giovanile dell’Anassilaos comunica i nomi dei giovani che saranno insigniti del riconoscimento insieme ai “maestri”. Una consuetudine che si propone di segnalare talenti giovanili nel campo della ricerca e delle arti da affiancare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_premio_giovani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2092" style="margin: 4px;" title="logo_premio_giovani" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/10/logo_premio_giovani-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Approssimandosi la data di consegna del <strong>Premio Anassilaos (12 novembre, ore 17,30, Auditorium Calipari del Consiglio Regionale</strong>) la Presidenza della Sezione Giovanile dell’Anassilaos comunica<strong> i nomi dei giovani </strong>che saranno insigniti del riconoscimento insieme ai “maestri”. Una consuetudine che si propone di segnalare talenti giovanili nel campo della ricerca e delle arti da affiancare a studiosi prestigios.</p>
<p>&#8220;Un segno di attenzione – scrive lo stesso <strong>Presidente di Anassilaos Giovani, Tito Tropea</strong> – verso una generazione che, a parole, è all’attenzione della classe dirigente di questo Paese, ma di cui tutti, nei fatti, si disinteressano e tra le cui fila si conta un tasso di disoccupazione altissimo che, nel Mezzogiorno, raggiunge cifre preoccupanti. Ciò non impedisce ai giovani di impegnarsi negli studi, raggiungendo traguardi considerevoli, o di dedicarsi ad attività  artistiche con lusinghieri risultati anche se resta l’amarezza, in una società “bloccata”, di poter dispiegare a pieno le proprie capacità. Il premio è soltanto un gesto di apprezzamento e incoraggiamento perchè -  conclude Tropea &#8211; noi giovani siamo il presente e il futuro di questo Paese&#8221;.</p>
<p>Ecco i giovani premiati. Per la Ricerca : <strong>Dr.ssa Rosaria DE MARCO, </strong><em>Assegnista di Ricerca “Biomolecole nelle carni e nei prodotti derivati” presso il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università della Calabria; </em><strong>Dr.ssa Cinzia BATTISTA, </strong><em>Dottore di Ricerca presso l’Università di Messina per il volume “I Balcani nella strategia politica dell’Occidente dalle guerre alla democrazia 1991-2010&#8243; (Eiffel Edizioni); </em><strong>Avv.</strong><em> </em><strong>Angelo Roberto GAGLIOTI, </strong><em>Dottore  di Ricerca</em><em>,  in Nuova Sistematica del Diritto Civile, Diritto Privato Comunitario e Teoria dell’Interpretazione, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro; </em><strong>Ing. Giuseppina INUSO, </strong><em>Dottore di Ricerca in Ingegneria  Informatica, Biomedica e delle Telecomunicazioni, Università Mediterranea di Reggio Calabria; </em><strong>Avv. Danila VIOLANTE, </strong><em>Dottore di Ricerca in Diritto dell’Arbitrato Interno ed Internazionale presso la L.U.I.S.S. Guido Carli; </em><strong>Dott. Amos MARTINO, </strong><em>Dottorando di Ricerca in filologia antica presso, Università di Messina; </em><strong>Dr.ssa Antonia VENTO, </strong><em>Dottoranda di Ricerca in scienze archeologiche e  Storiche, Università di Messina. </em>Per la Musica <strong>Micaela FOTI, </strong><em>cantante, 2° classificata al Festiva di Sanremo Giovani 2011, giovane promessa della musica leggera italiana e due talenti nel campo della musica lirica </em><strong>Catia RIOTTO, </strong><em>mezzosoprano, e </em><strong>Maria ROMEO, </strong><em>soprano. </em>Nell’ambito delle lauree conseguite nell’anno 2010/211, riconoscimento, infine, alla <strong>Dr.ssa Concettina Anna Valeria SCOPELLITI, </strong><em>Laurea Magistrale in Tradizioni Classiche, Università di Messina.Diploma di Laurea in violino.</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>L&#8217;Artusi, l&#8217;attualità di un testo tra scienza e cucina</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 16:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Megali]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Pellegrino Artusi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Oggi tutte le televisioni hanno un programma dedicato alla cucina, volto a dispensare consigli e formule magiche col nobile intento di farci star bene in salute e mantenerci in forma. I conduttori dopo le loro apparizioni diventano subito gastrostar. Dal video alla carta stampata il passo è breve. Pubblicati i loro libri occupano i primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/10/megali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2087" style="margin: 4px;" title="megali" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/10/megali-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" /></a>“Oggi tutte le televisioni hanno un programma dedicato alla cucina, volto a dispensare consigli e formule magiche col nobile intento di farci star bene in salute e mantenerci in forma. I conduttori dopo le loro apparizioni diventano subito gastrostar. Dal video alla carta stampata il passo è breve. Pubblicati i loro libri occupano i primi posti nelle classifiche delle opere più vendute. Di questi ricettari e dei loro autori non si parlerà più fra qualche anno, mentre siamo qui a ricordare, ad un secolo e passa di vita, <strong>“L’Artusi”</strong>, un libro entrato non solo nella maggior parte delle famiglie italiane, ma a pieno diritto nella Storia della Letteratura”.</p>
<p>Un incipit quanto mai attuale, quello della relazione del <strong>professore Antonino Megali</strong> che, in un incontro promosso dal circolo culturale Agorà, ha fatto meglio conoscere la figura del “padre” della gastronomia italiana, ovvero <strong>Pellegrino Artusi</strong>, autore de <strong>“La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”</strong>, e morto un secolo fa.</p>
<p>Una figura innovativa ed i cui consigli, ancora oggi, si dimostrano attuali e importanti. Non solo per la cucina in quanto tale, ma appunto per questo collegamento tra scienza e cucina, per la sottolineatura del mangiar bene e sano, prima ancora che questo aspetto diventasse una “moda”.</p>
<p>Una relazione puntuale ed interessantissima, quella svolta dal professore Megali, che ha evidenziato come prima di Artusi, “solo due autori che si sono occupati di gastronomia hanno avuto un posto nelle rispettive letterature. Il primo è Marco Gavio Apicio, autore del “De re coquinaria  libri decem”, nato nel 25 a.C.; il secondo appartiene alla letteratura francese: è Anthelme  Brillat-Savarin, autore della Fisiologia del gusto ovvero Meditazioni di gastronomia trascendente”.</p>
<p>Artusi pubblicò il suo libro, a settant’anni, nel 1891, a proprie spese in mille copie e il volume si arricchì di nuove ricette fino alla quattordicesima edizione del 1911. L’ultima ne presenta 790, tutte sperimentate dall’autore.</p>
<p>“La prima edizione dell’opera – caso unico nella storia della gastronomia &#8211; è dedicata ai suoi due gatti Sibillone  e Biancani  “due dei miei migliori amici dalla candida pelle””.</p>
<p>Nel suo libro &#8211; afferma il relatore &#8211; “come scrive Piero Camporesi, la scienza, attraverso la mediazione dell’arte diventa pratica, componendosi così quel triangolo cucinario di cultura, invenzione ed esperienza che trova l’identico corrispettivo nell’altro triangolo i cui vertici sono dati da igiene (scienza), economia (pratica), buon gusto (arte). La Scienza in cucina va pertanto letta come omaggio al diffuso positivismo del tempo; l’Arte di mangiar bene conferma che la cucina è fantasia, invenzione”.</p>
<p>L’autore “in quella che chiama Prefazio, con stile scanzonato e beffardo avverte che “la cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria”.</p>
<p>È noto, ha proseguito Megali, “che fra Sette e Ottocento nasce un vero interesse per la scienza dell’alimentazione e s’incomincia a parlare di fisiologia della digestione, assorbimento intestinale, metabolismo. Viene scoperta l’importanza dei cibi contenenti ferro per gli anemici; dei cibi proteici; della distinzione degli alimenti in proteine, carboidrati e grassi; del metabolismo epatico dello zucchero e del glicogeno nella produzione di energia. L’Artusi ostenta le sue conoscenze scientifiche oltre che degli aforismi della medicina ippocratica e della scuola salernitana, dopo essere stato promosso come autore “igienista” dal grande Paolo Mantegazza .</p>
<p>Ed è per questo che prima di elencare le ricette introduce alcune norme d’igiene, per poi chiudere il libro con un capitolo intitolato “Cucina per gli stomachi deboli, la quale pare sia venuta di moda””.</p>
<p>Il relatore effettua poi un “breve excursus sulle invenzioni, sulle divagazioni, sui meriti, sui suggerimenti di questo libro di cucina, sempre presentati con tono ironico, pratico, senza darsi grandi arie”. “Artusi è stato il primo a mettere in discussione il predominio francese in cucina, sostenendo che “quella italiana…può rivaleggiare con quella francese e in qualche punto la supera”. Con questo testo l’Italia rivendica per la prima volta una autonoma gastronomia. “Fu il nostro autore ad imporre gli gnocchi di patata. Fu ancora il nostro a mettere la salsa di pomodoro (distinta dal sugo) sugli spaghetti e  a fissare la sua composizione. Un’altra rivalutazione: le melanzane”.</p>
<p>Megali evidenzia, poi, come l’intento di Artusi “era quello di far mangiare a tutti gli italiani gli stessi cibi, volendo con questo renderli uguali nel buon gusto nell’evitare gli sprechi e le stravaganze. Promuovendo una gastronomia basata sull’igiene e sulla buona salute, riformò le tradizioni precedenti e riuscì a unificare l’Italia a tavola”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In mostra le opere di Eugenia Musolino</title>
		<link>http://www.culturalife.it/in-mostra-le-opere-di-eugenia-musolino/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 18:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Parola e l&#8217;immagine. Non una “semplice” trasposizione iconografica di parabole o frasi, ma una interpretazione artistica, che rende l’attualità insita nella Parola stessa attraverso l’arte. Un’arte, quella di Eugenia Musolino, che non illustra, ma, appunto, interpreta ed emoziona, attraverso il tratto pittorico, il colore, la raffigurazione e l’immaginazione. Lo fa attraverso otto dipinti, proposti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/09/DSCN0461.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2031" style="margin: 4px;" title="mostra musolino 1" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/09/DSCN0461-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La Parola e l&#8217;immagine. Non una “semplice” trasposizione iconografica di parabole o frasi, ma una interpretazione artistica, che rende l’attualità insita nella Parola stessa attraverso l’arte.</p>
<p>Un’arte, quella di <strong>Eugenia Musolino</strong>, che non illustra, ma, appunto, interpreta ed emoziona, attraverso il tratto pittorico, il colore, la raffigurazione e l’immaginazione.</p>
<p>Lo fa attraverso otto dipinti, proposti in una mostra di arte sacra, dal titolo, appunto, <strong>“La Parola e l’immagine”</strong>, ospitata fino al <strong>25 settembr</strong>e presso la <strong>Chiesa di San Giorgio al Corso</strong> di Reggio Calabria.</p>
<p>Una mostra in cui le caratteristiche dell’opera dell’artista (l’uso sapiente del colore, la visione dell’umano, l’immaginifico) sono, in questo caso, strumenti per una lettura della Parola che coinvolge, emoziona, interroga. Con uno sguardo sulla natura umana. E quei colori che colpiscono ed esaltano sentimenti e riflessioni.</p>
<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/09/tela-musolino.jpg"><img class="size-medium wp-image-2032 alignleft" style="margin: 4px;" title="tela musolino" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/09/tela-musolino-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Si va, dunque, da “Come ombra è l’uomo che passa”, a “Il pescatore”, non ispirata da una parabola, “ma che nasce dall’osservazione dell’attuale crisi della famiglia”, a “La divina misericordia”, a “Le due case”, a “La carta o La scelta”, fino a “I frutti”, “La rete” e “Cristo pescatore”.</p>
<p>Dipinti realizzati tra il 2007 ed il 2010 da Eugenia Musolino, già protagonista di numerose esposizioni in Italia e all’estero ed impegnata nella diffusione della conoscenza del patrimonio artistico reggino (come sottolineato anche nel corso della presentazione della mostra, che ha visto l’intervento del parroco di San Giorgio, <strong>Don Antonio Santoro</strong>, di <strong>Lucia Lojacono</strong>, direttrice del Museo Diocesano di Reggio Calabria, di <strong>Maria Giuseppina Marra</strong>, direttrice dell’Archivio di Stato di Reggio e di <strong>Maria Antonietta Mamone</strong>, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria), che come sempre riesce ad emozionare con la sua arte. <a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/09/DSCN0459.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2033" title="mostra musolino 2" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/09/DSCN0459-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Koralira, un viaggio tra sonorità e luoghi</title>
		<link>http://www.culturalife.it/koralira-un-viaggio-tra-sonorita-e-luoghi/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 14:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un viaggio attraverso sonorità e luoghi dalle diverse tradizioni che ha permesso alla band di ricevere applausi e consensi in alcuni dei più prestigiosi festival internazionali di musica etnica: “Civitella Alfedena Folk Festival”; “Folkest”; “Paleariza”; “Festival Interceltique de Lorient”. I “Koralira” di Domenica R. Buda e Francesco Speziale, tornano dal loro viaggio con un bagaglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/02/Spez_e_Buda_4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1500" style="margin: 4px;" title="Spez_e_Buda_4" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/02/Spez_e_Buda_4-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Un viaggio attraverso sonorità e luoghi dalle diverse tradizioni che ha permesso alla band di ricevere applausi e consensi in alcuni dei più prestigiosi festival internazionali di musica etnica: “<strong>Civitella Alfedena Folk Festival”; “Folkest”; “Paleariza”; “Festival Interceltique de Lorient”.</strong></p>
<p>I <strong>“Koralira”</strong> di <strong>Domenica R. Buda e Francesco Speziale, </strong>tornano dal loro viaggio con un bagaglio di esperienze che ben poche formazioni calabresi possono vantare. I festival che li hanno visti protagonisti sono una garanzia nel mondo della musica etnica internazionale e i “Koralira” lo sono stati per la Calabria, portando fino in terra celtica i miti e le leggende della nostra tradizione. Una commistione di sonorità e racconti dal profumo antico mescolati alla modernità, che le piazze europee hanno largamente apprezzato. Un ritmo pulsante e una comunicativa che ha conquistato oltre 700.000 persone. Il tour ha visto alternarsi musicisti del territorio calabrese e non solo: Claudio Bagnato e Vincenzo De Masi (batteria), Edoardo Miglionico e Salvatore Barresi (percussioni e tamburi a cornice), Andrea Sgambelluri (basso), Pietro Mesiano e Pasquale Caracciolo (chitarra elettrica), il tutto orchestrato dagli arrangiamenti di Domenica R. Buda e Francesco Speziale, autori dei brani e rispettivamente cantante e chitarrista dei “Koralira”. Prossimo appuntamento<strong> il 4 settembre a San Giorgio Morgeto</strong> e poi la partenza per la penisola iberica, ancora una volta ospiti di un festival di musica etnica internazionale.</p>
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		<title>Un libro dedicato alla Banda di Delianuova</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 14:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 1 settembre 2011, alle ore 18, presso il Teatro “G. Vocisano” di Delianuova, verrà presentato il volume “Dalla Banda Musicale…alla…Orchestra di Fiati” &#8211; Delianuova di Saverio e Piero Italiano. L’evento è organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco di Delianuova con il patrocinio del Comune di Delianuova. Dopo l’introduzione di Arcangelo Carbone, Presidente della Pro-Loco di Delianuova, e gli indirizzi di saluto delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/07/Muti-maestri-e-ragazzi-alTeatroCilea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1909" style="margin: 4px;" title="Muti al Cilea" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2011/07/Muti-maestri-e-ragazzi-alTeatroCilea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Giovedì 1 settembre 2011,</strong> alle ore <strong>18</strong>, presso il <strong>Teatro “G. Vocisano” </strong>di <strong>Delianuova</strong>, verrà presentato il volume <strong>“Dalla Banda Musicale…alla…Orchestra di Fiati” &#8211; Delianuova</strong> di <strong>Saverio</strong> e <strong>Piero Italiano</strong>.</p>
<p>L’evento è organizzato dall’<strong>Associazione Turistica Pro Loco di Delianuova</strong> con il patrocinio del <strong>Comune di</strong> <strong>Delianuova</strong>.</p>
<p>Dopo l’introduzione di <strong>Arcangelo Carbone</strong>, Presidente della Pro-Loco di Delianuova, e gli indirizzi di saluto delle autorità,<strong> Rocco Corigliano</strong>, sindaco di Delianuova, <strong>Eduardo Lamberti-Castronuovo, </strong>assessore provinciale alla Cultura, e <strong>Mons. Bruno Cocolo</strong>, parroco di Delianuova, presenterà il volume <strong>Francesco Palumbo </strong>ed interverrà<strong> Saverio Italiano. P</strong>revisti poi gli interventi del <strong>Quartetto di Tromboni, </strong>cantore<strong> Giovanni Favasuli, </strong>e degli attori<strong> Battaglia e Miseferi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tra tradizione ed espressività artistica</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 14:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Associazione Le Muse]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;insegna del Carnevale, ma anche “dell&#8217;osare nell’espressività artistica il voler essere altro da sé”. La manifestazione del Gran Carnevale delle Muse ha visto soci e simpatizzanti del sodalizio reggino, presieduto da Giuseppe Livoti, ritrovarsi insieme, lo scorso 8 marzo, in un momento di recupero di idee e di tradizione. Un’espressività artistica che i soci hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/03/livoti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-664" style="margin: 4px;" title="livoti" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/03/livoti.jpg" alt="" width="197" height="259" /></a>All&#8217;insegna del Carnevale, ma anche “dell&#8217;osare nell’espressività artistica il voler essere altro da sé”. La manifestazione del <strong>Gran Carnevale delle Muse </strong>ha visto soci e simpatizzanti del sodalizio reggino, presieduto da Giuseppe Livoti, ritrovarsi insieme, lo scorso 8 marzo, in un momento di recupero di idee e di tradizione.<br />
Un’espressività artistica che i soci hanno manifestato anche con le maschere indossate, da quelle di personaggi storici e non a figure-costumi della tradizione calabrese; coinvolti poi i poeti dell&#8217;area del reggino, che hanno ricordato i carnevali d&#8217;un tempo, ricchi dei valori della famiglia e del rituale legato alle pietanze della cucina locale.<br />
La tradizione, invece, è stata quella di far presentare al numeroso pubblico i dolci del Carnevale, analizzati nelle varie forme, presentazioni e soprattutto diversità: dalla pignolata dell&#8217;area ionica a quella tirrenica, pietanze in cui anche l&#8217;agrume diventa il re della cucina tradizionale del Carnevale; frappe, chiacchere e tante altre denominazioni per dolci &#8220;poveri&#8221;, non elaborati, che hanno portato alla consegna del 1° Premio Mattarello D&#8217;Oro ad Anna Ferraro. La serata ha visto, infine, la conclusione di una mostra che ha suscitato grande interesse, quella dei carretti siciliani di Maria Pia Cristaldi, tra colori e sensazioni di una terra forse più avanti rispetto al Carnevale di tradizione, ovvero la Sicilia.</p>
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		<title>“Le Temps” parla di Un set a sud</title>
		<link>http://www.culturalife.it/le-temps-parla-di-un-set-a-sud/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 17:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Claude Pèclet]]></category>
		<category><![CDATA[La maison des livres]]></category>
		<category><![CDATA[Le temps]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Un set a sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è nostra abitudine essere autocelebrativi…ma quando capita qualcosa di bello, perché non sottolinearlo? Nelle scorse settimane, un famoso giornalista svizzero, Jean-Claude Pèclet, è stato a Reggio Calabria, per un’inchiesta, un viaggio attraverso le tappe percorse da Garibaldi 150 anni fa. Ho avuto occasione di incontrarlo e lui si è anche interessato al mio libro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/10/set-a-sud.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31" style="margin: 4px;" title="set-a-sud" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/10/set-a-sud-187x300.jpg" alt="" width="187" height="300" /></a>Non è nostra abitudine essere autocelebrativi…ma quando capita qualcosa di bello, perché non sottolinearlo?<br />
Nelle scorse settimane, un famoso giornalista svizzero, <strong>Jean-Claude Pèclet</strong>, è stato a Reggio Calabria, per un’inchiesta, un viaggio attraverso le tappe percorse da Garibaldi 150 anni fa.<br />
Ho avuto occasione di incontrarlo e lui si è anche interessato al mio libro, <strong>“Un set a sud”</strong>, citandolo nel suo articolo, pubblicato dal quotidiano per cui lavora,<strong> “Le temps”. </strong>Oltre a citare anche il bed and breakfast reggino <strong>“La maison des livres”</strong> ed <strong>il professore Ficarra</strong>, che gli ha fornito una serie di indicazioni ed analisi storiche sull’argomento di cui si stava interessando.<br />
Colgo l’occasione per ringraziarlo nuovamente per questa citazione, e per complimentarmi per il suo lavoro.</p>
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		<title>Docufilm tratto da Aspramonte</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 18:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo di seguito una segnalazione inviata da Gaetanina Sicari Ruffo, sempre attenta ai temi al nostro blog. Docufilm di Giovanni Scarfò: Le gesta di Orlando in  Aspromonte E&#8217; in allestimento a cura dell&#8217;Ente Parco Aspromonte e dell&#8217;Assessorato alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria e dell&#8217;Associazione Art Production, in collaborazione con l&#8217;Associazione Gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/07/tmpBC2E.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1038" style="margin: 4px;" title="tmpBC2E" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/07/tmpBC2E.jpg" alt="" width="246" height="246" /></a>Riceviamo e pubblichiamo di seguito una segnalazione inviata da Gaetanina Sicari Ruffo, sempre attenta ai temi al nostro blog.</strong></em></p>
<p><strong>Docufilm di Giovanni Scarfò: Le gesta di Orlando in  Aspromonte</strong></p>
<p>E&#8217; in allestimento a cura dell&#8217;<strong>Ente Parco Aspromonte</strong> e dell&#8217;<strong>Assessorato alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria</strong> e dell&#8217;Associazione<strong> Art Production</strong>, in collaborazione con l&#8217;<strong>Associazione Gente in Aspromonte</strong>, la messa in scena del poema <strong>Aspramonte</strong> del XII sec. ,ripubblicato e diffuso dalla preside Prof. <strong>Carmelina Sicari</strong> <em><strong>(nella foto) </strong></em>che oggi dirige la rivista<strong> Calabria Sconosciuta</strong>. Nella performance  saranno rivisitati ampi brani dell&#8217;antico scritto di cui è protagonista Orlando che riceve nella montagna bianca l&#8217;investitura di cavaliere di Carlo Magno ,dopo aver sconfitto i Saraceni. Si alterneranno immagini  dei Pupi del Museo Antonio Pasqualino di Palermo con il contributo degli attori Paolo Turrà e Mara Maiolo del gruppo teatrale Mamerto di Oppido Mamertina. Dimostreranno pure la loro maestria i musici attori: Antonino Racco,Giuseppe Mammoliti,Giovanni Moio,Carmelo Battaglia,Sebastiano Nirta  ,Francesco Strangio e Salvatore Franzè . Sarà prodotto un dvd e lo spettacolo sarà esportato anche fuori dalla regione.<br />
Questo lavoro darà lustro alla Calabria ,nel senso che ,auspichiamo,unirà tutti gli abitanti a riconsiderare le loro radici per allontanare i fantasmi della delinquenza e del malaffare che si sono sovrapposti alle antiche gesta eroiche che, fin dal lontano  Medioevo, costituivano in continuità con il mondo classico  il vanto e la gloria  di questo territorio.<br />
<strong>Gaetanina Sicari Ruffo</strong></p>
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		<title>Il tennis torna in Rai</title>
		<link>http://www.culturalife.it/il-tennis-torna-in-tv-in-chiaro/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 16:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fed cup]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Schiavone]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[Roland Garros]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie Francesca! Non solo perché hai regalato all’Italia, tennistica e non, una giornata storica, vincendo, prima italiana, il Roland Garros. Non solo perché hai giocato un tennis straordinario, una partita praticamente perfetta, dimostrando che la grinta, la forza di volontà, oltre che la grande tecnica ed il talento, possono fare la differenza. Ma anche perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/06/francesca-schiavone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-942" style="margin: 4px;" title="francesca-schiavone" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/06/francesca-schiavone-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a>Grazie Francesca! </strong></p>
<p>Non solo perché hai regalato all’Italia, tennistica e non, una giornata storica, vincendo, prima italiana, il <strong>Roland Garros</strong>.</p>
<p>Non solo perché hai giocato un <strong>tennis straordinario</strong>, una partita praticamente perfetta, dimostrando che la grinta, la forza di volontà, oltre che la grande tecnica ed il talento, possono fare la differenza.</p>
<p>Ma anche perché grazie a questa storica finale, <strong>il tennis è tornato sulla tv di Stato</strong>. Finalmente, dopo anni, una finale di uno dei maggiori tornei mondiali è stata mandata in onda, in diretta, in chiaro, dalla Rai.<br />
Gli appassionati di tennis non ricordavano un momento simile ormai da anni. Insomma, quella che dovrebbe essere la normalità diventa un’eccezione. Un momento che si è potuto vivere perché un’italiana è arrivata in finale (e meno male!!!), altrimenti il tennis difficilmente troverebbe spazio, nonostante sia uno sport seguitissimo, con tanti praticanti; uno sport in cui la forza di volontà ed il talento sono protagonisti, quindi grandi valori in campo. Uno sport che andrebbe valorizzato anche dal servizio pubblico. Non solo come “regalo” in casi eccezionali, ma sempre.</p>
<p>Intanto, il nostro grazie, anche per questo, ad una straordinaria <strong>Francesca Schiavone! </strong><br />
(A proposito, ancora una volta <strong>Reggio Calabria</strong> – dove la Schiavone ha giocato, vincendo, lo scorso novembre, la <strong>Fed Cup</strong> &#8211; dimostra di portare bene, sia agli atleti, che agli artisti che passano da qui!!).</p>
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		<title>Giornata FAI, Casignana protagonista</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 16:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Casignana]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata FAI]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Romana]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta, lo scorso fine settimana, la giornata Fai di Primavera (a lato, il logo della manifestazione), ovvero l’iniziativa dedicata alla valorizzazione delle opere d’arte, dei siti più belli, molti dei quali aperti al pubblico proprio in questa occasione. Numerosi i palazzi, le chiese, i siti archeologici o naturali che gli italiani hanno potuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/03/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-714" style="margin: 4px;" title="images" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/03/images.jpg" alt="" width="116" height="116" /></a>Si è svolta, lo scorso fine settimana,<strong> la giornata Fai di Primavera <em>(a lato, il logo della manifestazione)</em></strong>, ovvero l’iniziativa dedicata alla valorizzazione delle opere d’arte, dei siti più belli, molti dei quali aperti al pubblico proprio in questa occasione. Numerosi i palazzi, le chiese, i siti archeologici o naturali che gli italiani hanno potuto visitare sabato e domenica: e ciò che ha stupito piacevolmente è proprio il grande interesse di cittadini e turisti per l’arte, a dimostrazione che c’è nel nostro Paese un interesse mai scemato, ma anzi cresciuto, per la cultura.<br />
Tra i siti protagonisti dell’iniziativa, anche <strong>la villa romana di Casignana</strong>. A questo proposito, registriamo un commento di <strong>Gaetanina Sicari Ruffo</strong>, che l’ha visitata proprio in occasione della manifestazione del Fai.</p>
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		<title>Reggio Film Fest, il programma</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata presentata a Roma la sesta edizione del Reggio Calabria Film Fest, che si terrà dal 3 al 6 febbraio. Di seguito il programma della manifestazione (le serate saranno presentate da Laura Freddi, il 3 ed il 4, e da Veronica Maya il 5 ed il 6). Mercoledì 3 febbraio Cinema Odeon ore 16:00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/01/riccardo-scamarcio.jpg"><img class="size-medium wp-image-482 alignleft" style="margin: 4px;" title="riccardo-scamarcio" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2010/01/riccardo-scamarcio-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a></p>
<p>E&#8217; stata presentata a Roma la sesta edizione del <strong>Reggio Calabria Film Fest</strong>, che si terrà <strong>dal 3 al 6 febbraio</strong>. Di seguito il programma della manifestazione (le serate saranno presentate da <strong>Laura Freddi</strong>, il 3 ed il 4, e da <strong>Veronica Maya</strong> il 5 ed il 6).</p>
<p>Mercoledì 3 febbraio<br />
<strong>Cinema Odeon</strong><br />
ore 16:00<br />
Omaggio a <strong>Lina Wertmuller </strong><br />
Mimì metallurgico ferito nell’onore di Lina Wertmuller<br />
Italia, 1972, 108’, con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato</p>
<p>ore 18:00<br />
Omaggio a Lina Wertmuller<br />
Film d’amore e d’anarchia: ovvero stamattina alle 10 in via Mario dei Fiori<br />
nella nota casa di tolleranza… di Lina Wertmuller<br />
Italia, 1973, 119’, con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato</p>
<p>ore 21:00<br />
incontro con<br />
<strong>Lina Wertmuller, Carolina Crescentini e Morgan</strong><br />
dibattito con il pubblico</p>
<p>Mini-concerto di Morgan</p>
<p>a seguire<br />
La valigia dell’attore: Carolina Crescentini<br />
Parlami d’amore di Silvio Muccino<br />
Italia, 2008, 115’, con Silvio Muccino e Carolina Crescentini</p>
<p>Giovedì 4 febbraio<br />
<strong>Teatro Comunale Francesco Cilea</strong><br />
ore 9:00<br />
<strong>progetto Cine Turismo</strong><br />
L’appartamento spagnolo di Cedric Klapisch<br />
Francia/Spagna, 2002, 122’, con Romani Duris, Judith Godrèche<br />
partecipano al dibattito:<br />
prof. Roberto Provenzano (IULM di Milano)<br />
prof.ssa Eliana Messina (IULM di Milano)<br />
Enzo Sidari (Assessore al Turismo e Spettacolo)</p>
<p>ore 16:00<br />
La valigia dell’attore: <strong>Rocco Papaleo</strong><br />
I laureati di Leonardo Pieraccioni<br />
Italia, 1995, 88’, con Leonardo Pieraccioni, Rocco Papaleo, Gianmarco Tognazzi, Massimo Ceccherini, Maria Grazia Cucinotta</p>
<p>ore 18:00<br />
La valigia dell’attore: Rocco Papaleo<br />
Viola bacia tutti di Giovanni Veronesi<br />
Italia, 1998, 89’, con Asia Argento, Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea,<br />
Massimo Ceccherini</p>
<p>ore 20:30<br />
Fuori tempo massimo di Alberto Gatto<br />
Italia, 2010, 20’</p>
<p>Ore 21:00<br />
<strong>Reggio e il cinema</strong><br />
incontro con<br />
Gianni Federico, Paolo Fiorini e Paco Reconti</p>
<p>ore 21:30<br />
incontro con<br />
Isabella Ragonese, Rocco Papaleo, Ramona Badescu e Massimiliano Bruno.<br />
dibattito con il pubblico</p>
<p>a seguire<br />
La valigia dell’attore: Isabella Ragonese<br />
Dieci inverni di Valerio Mieli<br />
Italia/Russia, 2009, 99’, con Isabella Ragonese e Michele Riondino</p>
<p>Casa circondariale di Reggio Calabria<br />
ore 10:30<br />
Fuori tempo massimo di Alberto Gatto<br />
Italia, 2010, 20’<br />
Napoli Napoli Napoli di Abel Ferrara<br />
Italia, 2009, 90’<br />
A seguire Consegna di 500 libri per la biblioteca del carcere e dibattito con i detenuti.</p>
<p>Venerdì 5 febbraio</p>
<p><strong>Cinema Odeon</strong><br />
ore 16:00<br />
Evento speciale<br />
Pink Floyd The Wall di Alan Parker<br />
Gran Bretagna, 1982, 95’, con Bob Geldof, Bob Hoskins, Eleanor David</p>
<p>ore 18:00<br />
La valigia dell’attore: <strong>Checco Zalone </strong><br />
Cado dalle nubi di Gennaro Nunziante<br />
Italia, 2009, 100’, con Checco Zalone</p>
<p><strong>Teatro Comunale Francesco Cilea</strong><br />
ore 21:00<br />
incontro con <strong><br />
Checco Zalone, Gennaro Nunziante, Pietro Valsecchi, Bob Geldof</strong><br />
dibattito con il pubblico</p>
<p>a seguire<br />
Evento speciale<br />
<strong>concerto di Bob Geldof and Band</strong><br />
Pete Briquette (basso e voce)<br />
Bob Loveday (violino, chitarra, mandolino, voce)<br />
James Russell (batteria e voce)<br />
Alan Dunn (tastiere e voce)<br />
Johnny Turnbull (chitarra e voce)</p>
<p>Sabato 6 febbraio<br />
<strong>Teatro Comunale Francesco Cilea</strong><br />
ore 9:00<br />
progetto Cine Turismo<br />
Fuochi d’artificio di Leonardo Pieraccioni<br />
Italia, 1997, 100’, con Leonardo Pieraccioni, Vanessa Lorenzo<br />
partecipano al dibattito:<br />
prof. Vittorio Caminiti (presidente Federalberghi)<br />
dr. Pasquale Anastasi (funzionario Regione Calabria &#8211; assessorato Turismo e Spettacolo)</p>
<p>ore 16:00<br />
La valigia dell’attore: Valeria Solarino<br />
Viola di mare di Donatella Maiorca<br />
Italia, 2009, 90’, con Valeria Solarino</p>
<p>ore 18:00<br />
La valigia dell’attore: Riccardo Scamarcio<br />
Il grande sogno di Michele Placido<br />
Italia, 2009, 100’, con Riccardo Scamarcio, Luca Argentero, Jasmine Trinca</p>
<p>ore 20:30<br />
Proiezione finalisti concorso CortoReggio con premiazione</p>
<p><strong>Matteo Branciamore</strong> e Christian Marazziti presentano il film<br />
Cinque di Francesco Dominedò</p>
<p>Incontro con <strong>Lando Buzzanca</strong> (premio alla carriera RCFF 2010)</p>
<p>incontro con<br />
<strong>Valeria Solarino e Riccardo Scamarcio</strong><br />
dibattito con il pubblico</p>
<p>Cerimonia di premiazione RCFF 2010</p>
<p>A seguire<br />
La valigia dell’attore: Riccardo Scamarcio<br />
Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti<br />
Italia/Francia, 2008, 100’, con Riccardo Scamarcio, Elio Germano e Diane Fleri</p>
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		<title>Per un anno sempre più cultural</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 17:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diciamocelo francamente: l’atmosfera natalizia quest’anno si è sentita meno del solito. In città e non solo. Certo, la crisi globale ha avuto il suo peso. Ma proprio quell’atmosfera che aiuta a dare speranza e calore, è un po’ mancata. In generale, manca anche quell’atmosfera musicale, quella ricreata dagli appuntamenti che solitamente punteggiano questo periodo: ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-393" style="border: 0pt none; margin: 4px;" title="buon anno" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/12/buon-anno-300x158.jpg" alt="buon anno" width="300" height="158" />Diciamocelo francamente: l’<strong>atmosfera natalizia</strong> quest’anno si è sentita meno del solito. In città e non solo. Certo, la crisi globale ha avuto il suo peso. Ma proprio quell’atmosfera che aiuta a dare speranza e calore, è un po’ mancata. In generale, manca anche quell’atmosfera musicale, quella ricreata dagli appuntamenti che solitamente punteggiano questo periodo: ce ne sono stati, per carità, ed alcuni anche molto interessanti, ma sicuramente in misura minore rispetto al passato. Anche un concerto in piazza non dispiacerebbe, o altre iniziative, promosse dal pubblico o dal privato, all’insegna sempre più della cultura, anche per i più giovani.</p>
<p>E, dunque, l’augurio per tutti, per la nostra città e non solo, ma in generale proprio per ognuno di noi, è di un 2010 all’insegna di una <strong>“life”</strong> sempre più <strong>“cultural”</strong>.<br />
<strong>Buon anno!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Auguri nel tempo</title>
		<link>http://www.culturalife.it/auguri-nel-tempo/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 11:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri nel tempo]]></category>
		<category><![CDATA[biglietti augurali]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Complesso monumentale San Giovanni]]></category>
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		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata inaugurata lunedì 21 dicembre (e si potrà visitare fino al 10 gennaio), presso il Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro, la Mostra di Carte augurali d’epoca “Auguri nel tempo”. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con l’associazione culturale “Rhegium Urbs Antiqua 1908” di Reggio Calabria, la collezione presenta oltre 2.000 documenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-364" style="margin: 4px;" title="DSC04409" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/12/DSC044091-300x225.jpg" alt="DSC04409" width="300" height="225" />E&#8217; stata inaugurata lunedì 21 dicembre (e si potrà visitare fino al 10 gennaio), presso il <strong>Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro</strong>, la Mostra di Carte augurali d’epoca “<strong>Auguri nel tempo”</strong>.<br />
Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con l’associazione culturale “Rhegium Urbs Antiqua 1908” di Reggio Calabria, la collezione presenta oltre 2.000 documenti cartacei dedicati alla tematica del “Buon Natale e Buon Anno”, tratti dalla collezione privata della giornalista reggina <strong>Lucia Federico</strong>.</p>
<p>La parte centrale della collezione è dedicata al <strong>periodo Vittoriano Inglese</strong>: è infatti composta da biglietti stampati in Inghilterra, Germania e  Stati Uniti tra il 1860 e il 1890, periodo della loro maggiore diffusione grazie anche all’introduzione del processo di cromolitografia.<br />
In particolare evidenza la preziosità di questi biglietti augurali, realizzati con inserti di seta, velluto, nastri, frange, cordoncini, intagli, merletti di carta oro o argento, apribili, meccanici, o in tre dimensioni.<img class="alignright size-medium wp-image-365" style="margin: 4px;" title="DSC04413" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/12/DSC04413-300x225.jpg" alt="DSC04413" width="300" height="225" /></p>
<p>La nascita del  primo biglietto augurale si fa risalire al 1843, in Inghilterra, dove un personaggio illustre del tempo, Sir Henry Cole, affida ad un disegnatore, John Calcott Horsley, la realizzazione di un biglietto, che poi verrà stampato soltanto in mille copie.<br />
I biglietti augurali  diventano però popolari soltanto dal 1870, prima in Inghilterra e in Europa, poi negli Stati Uniti dove il litografo Louis Prang, emigrato dalla Germania a Boston, nel 1875 avvia la sua attività.<br />
Prang verrà considerato “il Padre” dei biglietti augurali americani” ed istituirà, nel 1880, una competizione annuale a premi per scegliere i soggetti da riprodurre nei biglietti.<br />
Anche in Inghilterra, una competizione simile verrà proposta da Rahael Tuck &amp; Sons, che diventeranno i disegnatori ufficiali della Regina Vittoria e della famiglia reale.<br />
Oggi le più importanti  collezioni di biglietti augurali sono conservate a Londra, nel British Museum e nel Victoria e Royal Albert Museum.</p>
<p>La collezione comprende: biglietti di Buon Natale e Buon Anno, carte pubblicitarie, biglietti da visita augurali, oltre duecento calendari in cromolitografia, calendarietti, presepi di carta, letterine, cartoline, telegrammi, stampe, edizioni natalizie di giornali come “Illustrated London News”, “Harper’s Magazine”, “Ladies Home Journal”,  per il periodo che va dalla seconda metà dell’800 ai primi del ‘900.<br />
Nella collezione sono presenti i maggiori illustratori inglesi e americani: Marcus Ward, Raphael Tuck, De la Rue e Co., S. Hildesheimer, Charles Goodall, Eyre and Spottiswoode, Luis Prang,  ecc.<br />
Troviamo anche  alcuni dei biglietti che si sono aggiudicati i primi premi nelle competizioni annuali di fine ‘800 (Prize design) in Inghilterra e Stati Uniti.<br />
Non mancano le curiosità, come i biglietti augurali di alcuni presidenti degli Stati Uniti e della “Casa Bianca”: per esempio, John Kennedy,  i senatori Ted e Bob Kennedy,  Bush (padre e figlio)  Clinton, Gore, Nixon, Johnson, il Senatore Kerry, o del presidente del Vietnam del Nord del 1969.<br />
La mostra, per la particolarità del materiale presentato, è forse <strong>unica nel suo genere</strong> e certamente una delle più ricche ed originali tra quelle proposte in Italia nel periodo natalizio.<br />
Un itinerario indietro nel tempo per ritrovare il fascino del Natale di epoche ormai lontane, con i suoi riti, le sue tradizioni, e rivivere, attraverso le immagini e le grafie un po’ sbiadite, quei sentimenti ed emozioni  che ancora oggi rendono magica questa ricorrenza.</p>
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		<title>Se lo sport è evento culturale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Abenavoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[circolo Polimeni]]></category>
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		<category><![CDATA[tennis]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La finale di Fed Cup: un evento culturale, oltre che sportivo, ma soprattutto un vero evento, che ha calamitato l'attenzione dei media e creato turismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c’entra <strong>lo sport</strong> con la cultura?</p>
<p><img class="size-medium wp-image-95 alignleft" style="margin: 4px;" title="fed cup 1" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/11/2003_0101Image0088-300x225.jpg" alt="Lo stadio del Polimeni durante la prima giornata" width="210" height="158" /></p>
<p>C’entra, se lo sport diventa,  o meglio è, aggregazione, scambio di opinioni, di conoscenza. Emozione, entusiasmo, dinamicità. E soprattutto, se riesce a coniugare <strong>turismo e valorizzazione del territorio</strong>.<br />
E’ quanto accaduto nelle scorse settimane con la finale della <strong>Fed Cup</strong>, svoltasi al Circolo del tennis “Polimeni”.<br />
Al di là della pur bellissima vittoria delle azzurre, l’iniziativa è stato un evento di per sé. E’ stato un <strong>vero evento</strong>: a dimostrazione del fatto che, se le basi per una grande manifestazione ci sono davvero (cioè una finale internazionale, la presenza di atlete famosissime, tifosi provenienti da varie parti d’Italia e anche del mondo, mostri sacri del tennis degli anni scorsi, ecc.), si può davvero creare un evento, si può creare soprattutto indotto, turistico e culturale.</p>
<div id="attachment_98" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-98" title="fed cup2" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/11/2003_0101Image00911-300x225.jpg" alt="I tifosi in tribuna" width="210" height="158" /><p class="wp-caption-text">I tifosi in tribuna</p></div>
<p>E con la Fed Cup è stato proprio così: grazie anche ad una organizzazione perfetta, c’è da dire.</p>
<p>Ed anche perché si è saputo creare davvero un evento, a differenza di tante altre occasioni in cui, nella nostra terra, si è sentito parlare di eventi che poi, nonostante le intenzioni, non si sono rivelati tali: perché stavolta si sono visti alberghi pieni, e non eravamo in estate; c’è stato un grande interesse turistico nei confronti delle bellezze artistiche; si è creato movimento ed attenzione da parte dei media.</p>
<div id="attachment_99" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-99" title="fed cup 3" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/11/DSCN2712-300x225.jpg" alt="Flavia Pennetta " width="210" height="158" /><p class="wp-caption-text">Flavia Pennetta </p></div>
<p>Insomma, un bell’esempio, da imitare.</p>
<div id="attachment_100" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><img class="size-medium wp-image-100" title="Fed cup4" src="http://www.culturalife.it/wp-content/uploads/2009/11/DSCN2818-300x225.jpg" alt="La squadra azzurra festeggia la vittoria" width="180" height="135" /><p class="wp-caption-text">La squadra azzurra festeggia la vittoria</p></div>
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