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“BlackKklansman” di Spike Lee: la recensione della versione home video

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51059117_1986316335010845_8553711950222065664_nFinalmente in home video da Universal uno dei film più belli e importanti dell’anno appena passato. “BlackKklansman” di Spike Lee ha vinto il Gran Prix della giuria all’ultimo Festival di Cannes e ha ottenuto ben sei nomination ai prossimi Oscar, tra cui quelle per miglior film e miglior regia. Solo questi dati basterebbero a far capire l’importanza della nuova opera del regista americano, che riesce in un solo film a coniugare denuncia antirazzista, polemica e commedia in un equilibrio perfetto che lo rendono appunto un film da non perdere. La storia (vera) è quella di un agente di polizia afroamericano nel Colorado degli anni ‘70, periodo in cui la tensione razziale era palpabile. Ron Stallworth, questo il suo nome, (un ottimo John David Washington, figlio del più famoso Denzel) riuscì ad entrare in contatto telefonico con il gruppo locale dei membri del Ku Klux Klan, ma essendo egli di colore, affidò l’infiltrazione ad un collega bianco (interpretato da un sempre superbo Adam Driver). Non spoileriamo il resto degli accadimenti perché il film va assolutamente visto. Ma ci fermiamo a sottolineare gli aspetti tecnici delle versioni home video. Il film esce in DVD, Blu-ray 4K e il normale Blu-ray, quello in nostro possesso, la cui qualità video è eccellente. Ancor più se consideriamo che il regista per meglio ricreare l’atmosfera degli anni 70 ha girato in 35 mm (con alcuni spezzoni addirittura in 16 mm) anziché in digitale. Mentre per la parte audio troviamo addirittura (tra le altre) la traccia italiana in Dolby Digital Plus 7.1, davvero impeccabile per qualità di suoni e dialoghi. Unica pecca sono i contenuti speciali davvero ridotti all’osso: il trailer esteso di circa quattro minuti e mezzo sulle note di “Mary do not you weep” di Prince e un’unica featurette di appena cinque minuti dal titolo “Un film di Spike Lee” che riguarda la realizzazione della pellicola. Davvero troppo poco per un’opera di tale importanza. In ogni caso un film davvero da non perdere!

Francesco Arcudi

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