Sottoscrivi RSS: Articoli | Commenti

Ambra Angiolini al Cilea con “La guerra dei Roses”

0 comments

image002“Dopo il grande successo di critica e di pubblico del primo appuntamento con  Massimo Ranieri, la stagione 2017/2018 de “LE MASCHERE E I VOLTI”, organizzata dalla Polis Cultura in collaborazione con Città Metropolitana, Comune di Reggio Calabria e Presidenza del Consiglio Regionale, continua il suo percorso artistico con un grande spettacolo di prosa, LA GUERRA DEI ROSES, con interpreti principali Ambra Angiolini e Matteo Cremon”, regia di Filippo Dini, che andrà in scena il prossimo 22 gennaio.

Viste le adesioni di prevendita e delle continue richieste che arrivano al botteghino, sicuramente, si può preannunciare che lo spettacolo andrà in scena con l’ennesimo sold out della stagione.

“La guerra dei Roses” è prima di tutto il titolo di un romanzo del 1981 e poi, otto anni più tardi, diventa un enorme successo cinematografico per la regia di Danny De Vito. L’autore del romanzo, Warren Adler, scrive il soggetto del film e in seguito deciderà di adattare questa vicenda anche per il teatro, creando una commedia straordinaria, raffinata e caotica al tempo stesso, comica e crudele, ridicola e folle, trovando forse in teatro la sua dimensione ideale, per la sua potenza espressiva e la sua dimensione terribilmente onirica.

La storia narra della lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose, lui ricco e ambizioso uomo d’affari, lei una moglie obbediente che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa, con amore e stima profonda, fino a quando tutta la loro vita passata insieme viene da lei completamente riscritta e reinterpretata”.

“La messa in scena racconta proprio di una guerra tra i due schieramenti, il signor Rose e la signora Rose e i loro doppi, che interpretano i loro rispettivi avvocati e altri personaggi nei quali si imbattono i protagonisti, che porteranno il pubblico a divertirsi fino alle lacrime per la loro comicità e a turbarsi nel profondo, poiché sveleranno in modo più o meno consapevole i più intimi fallimenti nel comprendere l’”altro”, l’opposto, all’interno di noi stessi”.

 

 

Rispondi

*