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Alla Festa del cinema “Promises”, con Pierfrancesco Favino

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246202138_832037834098436_940136014545317331_n“PROMISES” – Il nuovo film con Pierfrancesco Favino, presentato a Roma alla Festa del cinema, è un progetto internazionale, diretto dalla regista Amanda Sthers, tratto da un suo scritto. Un’opera ancora una volta sull’amore, e sulle sue promesse, spesso non mantenute. L’italo/inglese Alex, detto anche Sandro, si innamora della bella Laura, anche se lui è gia sposato e ha una figlia e lei sta per diventare moglie, per cui sono “costretti” a non rivelarsi l’uno all’altra, almeno non verbalmente. Nel corso degli anni i due si reincontreranno varie volte, continuando a farsi promesse che loro stessi non sanno se potranno mantenere. E il film stesso è – ahimè- una promessa mantenuta solo in parte. I continui salti temporali tra presente e passato di varie epoche permettono alla regista di conferire ritmo a una vicenda altrimenti abbastanza piatta, a volte con qualche guizzo che ridesta l’attenzione. L’ambientazione tra Italia e Inghilterra è bella e curata, e fa sempre piacere rivedere Jean Reno, in questa occasione particolarmente bravo nel ruolo del nonno del protagonista. La bella Kelly Reilly regala alla sua Laura la giusta bellezza e sensualità, sempre in maniera puntuale, senza strafare, e la sua presenza illumina lo schermo. Le figure di contorno dei due amici del cuore di Alex sono ben disegnate e recitate (anche se l’attore che interpreta l’amico indiano, pur bravo, è un miscasting notevole con quella parrucca posticcia per farlo sembrare coetaneo degli altri due, secondo chi scrive). Purtroppo è’ proprio Favino, uno dei nostri migliori attori, naturalissimo nel suo Royal English perfetto, ad essere meno efficace del solito. Per carità, intendiamoci, sempre bravissimo, ma ci ha abituati a ben altre prove recitative, soprattutto negli ultimi “Il traditore” e il film di Amelio su Craxi. Qui sembra essere proprio lui la maggiore promessa non mantenuta, anche se essendo sempre più lanciato verso il cinema internazionale, questa potrebbe essere per lui una buona opportunità. Una menzione speciale per il trucco, che rende i protagonisti anziani assolutamente credibili come raramente ci è capitato di vedere al cinema. Un film imperfetto e parzialmente deludente.

Francesco Arcudi

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