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Alla Festa del cinema di Roma il film “Mothering sunday”, con Colin Firth e Olivia Colman

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246435426_609866807105487_5446089788805195674_n“MOTHERING SUNDAY -” Alla Festa del cinema di Roma è passato il nuovo film della regista francese Eva Husson, (melo)dramma romantico già presentato allo scorso Festival di Cannes con notevole successo. Negli anni 20 la giovane Jane Fairchild (Odessa Young), orfana, lavora come domestica presso la famiglia Niven. In una domenica di primavera in cui ricorre la festa della mamma, i ricchi datori di lavoro (Colin Firth e Olivia Colman) vanno fuori a pranzo con i vicini di casa, lasciandola libera. Lei ne approfitta quindi per passare una giornata di passione con il suo amore segreto, Paul Scheringham (Josh O’Connor), proprio il figlio dei vicini, futuro avvocato e promesso sposo di una ragazza del suo stesso rango. Ma quel giorno un evento inatteso cambierà per sempre la vita di Jane. Dicevamo un melodramma d’altri tempi, sia come ambientazione che come tecnica filmica utilizzata. Ma se la prima è impeccabile con la sua ricostruzione della società inglese di quei tempi, la seconda eccede in slow motion ed effetti alla fotografia (comunque notevole), dando alla pellicola una lentezza quasi ipnotica, ma a tratti anche stancante. Per fortuna però la regista riesce a conferire un certo ritmo allo svolgimento della vicenda con i continui salti temporali avanti e indietro nel tempo rispetto al tema principale, cioè il racconto di quella domenica. E se Odessa Young è brava nel rappresentare la giovane domestica, Josh O’Connor le ruba la scena, con una prova attoriale efficace e matura, recitata “in sottrazione” senza alcun eccesso. Ovviamente entrambi vengono largamente superati dagli straordinari comprimari. Olivia Colman è sempre eccelsa pur in un personaggio tratteggiato in superficie, ma Colin Firth è sublime come e più del solito in un ruolo in cui, pur trattenuto dal comportamento sociale dell’epoca, riesce a trasmettere allo spettatore un’intera gamma di emozioni solo con piccole espressioni facciali. Il cameo della grandissima Glenda Jackson è poi la ciliegina su una torta non del tutto riuscita, adatta a palati fini.

Francesco Arcudi

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