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Al Teatro Antico di Taormina la prima nazionale di Medea nella lettura di Lavia

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gabriele-lavia-2Di scena l’8 agosto, al Teatro Antico di Taormina, in prima nazionale, Medea di Euripide, con Federica Di Martino e Simone Toni, per la regia di Gabriele Lavia, produzione Fondazione Taormina Arte Sicilia.
Gabriele Lavia “legge in Medea, capolavoro euripideo, il viaggio verso un personaggio sradicato in un paese straniero.” “La tragedia della madre impazzita d’amore e di dolore, si svuota quindi e si fa povera di ogni “memoria classica” per riempirsi tutta e arricchirsi essenzialmente soltanto d’incomprensione, dolore, gelosia, infelicità, pazzia, vendetta…Questi i sentimenti che travolgono moglie e marito, in una lunga, terribile, dolorosa “Scena da un matrimonio”. Il sentimento di perdita, di svuotamento, di spiazzamento da un “ambito-antico” a una condizione “nostra”, nel rigoroso rispetto del “testo” poetico, toglie allo spettatore ogni pre-concetto estetico intorno ad un certo “spettacolo moderno” di un testo antico. Immaginiamo una sinfonia che venga suonata a Jazz soltanto da due strumenti “amorosi e virtuosi” che tenendo ferma nel cuore la “tragedia” di Euripide “per due voci sole” in uno spietato duetto che lasci lo spettatore letteralmente senza fiato”.

“La Medea di Lavia è una Medea borghese, una donna abbandonata dal marito che si trasforma in un’assassina calcolatrice, una figura che è parte della realtà evocata dalle cronache quotidiane; e una Medea fedelissima al testo, alla “parola” di Euripide e, nello stesso tempo, “infedelissima” alla sua drammaturgia. In altri termini, la struttura della tragedia greca: il coro, il messaggio, tutti i personaggi, vengono come “ingoiati” da una nuova struttura contemporanea, in un dialogo serrato, aspro, tra il marito infedele e la moglie tradita. Così il paradigma di un “certo” dramma moderno e spudorato destruttura completamente la drammaturgia della Grecità della stupenda tragedia di Euripide per restituirla “spogliata”. In un dialogo serrato, concitato, crudele e amaro. Un “ora” e “qui” riconoscibili nel nostro “oggi”.
Due grandi interpreti per questo adattamento unico e irripetibile nello scenario magico del Teatro Antico: Federica Di Martino e Simone Toni per un atteso e gradito ritorno alla regia quello di Gabriele Lavia, direttore artistico della sezione teatro di Taormina Arte al 1984 al 1994″.

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