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A Soverato i due Leoni d’oro per il teatro, Antonio Rezza e Flavia Mastrella

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rezza-soverato-22-dicembre-web“Due Leoni d’oro al Teatro arrivano in Calabria. Si tratta di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, premiati insieme all’ultima Biennale di Venezia, che saliranno sul palco del Teatro Comunale di Soverato il prossimo 22 dicembre, alle 21.30, con lo spettacolo “Pitecus”.

Appuntamento della programmazione della VII edizione della “Giornata nazionale dell’Attore – Festival d’azione performativa”, dedicato alla memoria di Pino Michienzi, organizzata dalla Compagnia Teatro del Carro. La manifestazione si prefigge di essere una piccola rete di teatri e di città, ed è realizzata con il patrocinio ed in partenariato delle città di Soverato, Catanzaro, Badolato, Chiaravalle, ed il Teatro Politeama Mario Foglietti e il Teatro del Grillo di Soverato.

“Pitecus” ha come protagonista in scena Antonio Rezza, con quadri di scena di Flavia Mastrella.

E’ uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni: laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, vecchi in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro, persone che tirano avanti una vita ormai abitudinaria, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali.

Racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive, ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano, creano piattume e disservizio.

I personaggi sono brutti somaticamente e interiormente, sprigionano qualunquismo a pieni pori, sprofondano nell’anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere originali, contemporanei e, nei casi più sfacciati, avanguardisti. Parlano un dialetto misto, sono molto colorati, si muovono nervosi e, attraverso la recitazione, assumono forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche.

Lo spettacolo è spregiudicatamente comico, tagliente e irriverente; Rezza è il più grande performer italiano”.

 

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