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A Catanzaro il secondo appuntamento dell’Estate delle Muse

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senza-titoloIl secondo appuntamento dell’Estate delle Muse 2018 si terrà domani, sabato 30 giugno, alle ore 17, presso il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro.

Inizia “extra moenia” l’incessante attività culturale del sodalizio del Laboratorio delle Arti e delle Lettere che con questa prima trasferta avrà l’occasione di riunire ben due momenti: un momento di tipo storico architettonico ed un momento di conoscenza di un importante artista calabrese.

La struttura sorge sull’area del distrutto castello di origine normanna sotto la dominazione di Roberto il Guiscardo. Simbolo del potere feudale, il castello venne parzialmente distrutto nel XV secolo ed i suoi materiali vennero utilizzati dal vescovo Tornefranza per abbellire la Cattedrale e per costruire la chiesa di San Giovanni (1532) con il concorso dell’omonima Confraternita. Il corpo centrale dell’attuale complesso coincide con l’Ospizio dei Bianchi. Nel 1663 i Padri Teresiani vi costruirono il loro convento ed oggi  vanta una grande area espositiva, disposta su due piani con l’accesso tramite una importante scalinata . Il complesso è monumento nazionale ed è stato Carlo Azeglio Ciampi ad inaugurare la grande piazza dalla visione panoramica.

Nelle sale espositive, alle ore 17, con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del comune di Catanzaro, alla presenza del vice sindaco di Catanzaro ed assessore alla cultura Ivan Cardamone, del dirigente Antonio Ferraiolo e del responsabile Franco Megna, si terrà l’inaugurazione della mostra personale di pittura Pietro Pinnarò. L’itinerario verrà presentato da Giuseppe Livoti, critico d’arte e presidente associazione Le Muse.

Livoti parlerà dell’artista Pinnarò, originario di Palermiti (Catanzaro), che vive e lavora a Legnano. Le sue opere figurano in gallerie, collezioni pubbliche e private in Italia, Svizzera, Stati Uniti d’America, Canada, Francia, Germania, Cina e Giappone. Un artista che ha trovato nella geometria del paesaggio una dimensione segnica incessante che ha una identità mediterranea, ma, al tempo stesso, ricca di una dimensione fiabesca ed autentica.

Il percorso così si identifica in vari momenti dalla veduta al paesaggio, dalla figura all’astrazione di forme e contenuti. La dimensione di Pinnarò tra lo spazio della memoria ed il tempo ritrovato, lo collocano così tra i pittori contemporanei che hanno una forza espressiva determinata da un regolato senso  astrattivo intellettuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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